Visualizzazione post con etichetta Che Guevara; Cuba; Fidel Castro; Camilo Cienfuegos. Mostra tutti i post
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giovedì 30 ottobre 2014

Garrincha & Santana

Garrincha e la psicosi da Ebola. Fox News lancia strali sul pubblico.

 
Omar Santana e la possibile fine dell'embargo contro Cuba. I primi a essere preoccupati sono proprio loro: i fratelli Castro.

Raul: - Tu vedrai che con questa campagna... finiranno per toglierci l'embargo.

Fidel: - Allora dobbiamo rinforzare il bloqueo.

Per i non cubani: bloqueo è un sinonimo di embargo, sta per blocco economico.

giovedì 16 gennaio 2014

Non siamo niente

di Orlando Luís Pardo Lazo



Finalmente è rimasto solo.

Curvo, il suo profilo greco perfetto adesso divenuto quello di un avvoltoio.

Si nota una certa saggezza classica nelle specie rapaci. Qualcosa di nobile nel gesto aduso a mangiare carogne.

Non è neppure lontanamente senile, come dice chi è stato sempre suo nemico. 

È semplicemente solo, in un mondo irriconoscibile, circondato da volti reminiscenti. Tracce di totalitarismo.

Intorno a lui, tutti comprendo la scena alla perfezione. Gli sorridono con misericordia. Gli scattano foto impunemente. Si credono privilegiati perché assistono agli ultimi aneddoti della Rivoluzione. A volte alcuni si mostrano impazienti o nervosi. Sanno che la Rivoluzione terminerà con quel corpo che arranca. Sanno che ci saranno conseguenze più fisiche che legali.

Nel frattempo, ci avviciniamo morbosamente agli occhi svuotati del Leader Minimo, del Compagno in Capo che ormai non ostenta più alcuna carica dittatoriale, e che si dedica appena a toccare gli oggetti con un indice non più assassino ma innocente come quello di un neonato. Dopo aver imposto tanta barbarie come strategia eterna di governabilità, adesso Fidel sta vivendo in Braille. La sua morte sarà tattile. La preghiera cubana dell’estrema unzione gli arriverà con puntolini fitti sulla sua pelle, forse per mano del Cardinale.


Senili, in ogni caso, siamo noi. Che gli permettiamo quella solitudine salvifica, dando le spalle al mondo riconoscibile, circondato di repressori in uno stato sublime rivolto al futuro. Totalitarismo da tracciare.

Traduzione di Gordiano Lupi
www.infol.it/lupi

sabato 9 novembre 2013

Una poesia su Fidel Castro



Teatro
di Rafael Alcides

Ya esto se acabó. Vestido de rey
él sigue tomando baños de sol en la terraza,
y un periodista extranjero, alguien
desconocedor de las magias del difunto,
diría equivocadamente que a pesar de sus achaques
el enfermo resiste. Pero tú y yo, Señor,
sabemos que esto se acabó,
que todo ha terminado, que los pronósticos
se cumplieron. Que para el caso
es como si toda aquella larga agonía
que hizo de nosotros
estas pobres sombras que desde la muerte miran,
hubiese llegado a su fin, y de todo ello
ahora solo quedaran ropas amontonadas en el garaje
listas para ser echadas en el horno,
el olor de las velas, alguna esperma en el piso,
un silencio muy grande
y unas cuantas flores marchitas
que se cayeron de las coronas.
Lo del personaje en la terraza es película, ficción,
propaganda para que siga el espectáculo.

Teatro
Traduzione di Gordiano Lupi

Ormai siamo alla fine. Vestito da re
lui continua a prendere bagni di sole in terrazza,
e un giornalista straniero, uno
che non conosce le magie del defunto,
potrebbe equivocare dicendo che nonostante i suoi acciacchi
il malato resiste. Ma io e te, Signore,
sappiamo che ormai siamo alla fine,
che tutto è terminato, che le previsioni
si sono compiute. In questo caso
è come se tutta quella lunga agonia
che ci ha trasformati
in povere ombre che dalla morte osservano,
fosse giunta alla fine, e di quel personaggio
adesso resteranno solo indumenti ammucchiati nel garage
pronti per essere gettati nel forno,
l’odore delle candele, un po’ di sperma sul pavimento,
un silenzio immenso
e alcuni fiori appassiti
che caddero dalle corone.
Il personaggio in terrazza è soltanto un film, finzione,
propaganda perché continui lo spettacolo.

mercoledì 5 giugno 2013

Vent’anni dopo: dal dollaro a Internet

di Yoani Sánchez


Nel 1993 Fidel Castro fu messo alle corde dalla crisi economica e accettò la circolazione del dollaro nel territorio cubano. Fino a quel momento, possedere valuta straniera poteva costare diversi anni di carcere. “La moneta del nemico” entrò per restare, anche se anni dopo sarebbe stata rimpiazzata da un surrogato chiamato peso convertibile. Tra gli elementi più interessanti del decreto che metteva in vigore il doppio sistema monetario, si potevano leggere i motivi della sua ammissione. Nella Gazzetta Ufficiale si riconosceva: “questa misura contribuisce positivamente a diminuire il numero dei fatti sanzionabili, semplificando il compito della polizia e dei tribunali”. In pratica, per ridurre il lavoro a poliziotti e giudici si consentiva il possesso dei dollari. La data prescelta per l’entrata in vigore della nuova normativa era il 13 agosto, giorno del compleanno del Leader Maximo.

Sono passati vent’anni da quel momento e ancora la società cubana continua a vivere in piena schizofrenia monetaria. Fidel Castro non occupa più la carica di presidente, ma sembra che anche al fratello piaccia far coincidere i cambiamenti legali con il calendario familiare. Il 3 giugno ha festeggiato i suoi 82 anni di vita e al tempo stesso ha posto fine a una strategia di controllo eccessivo sull’accesso a Internet. Poche ore dopo la fine di quella fatidica giornata hanno aperto i battenti le 118 sale di navigazione dotate di connessione pubblica al web. Un regalo di compleanno piuttosto amaro per il Generale che aveva cercato di ritardare con ogni mezzo l’accesso dei cubani a Internet. Molto probabilmente questo piccolo passo verso l’apertura informatica seguirà lo stesso destino della depenalizzazione del dollaro: non si farà marcia indietro.

Dalla mattina di questo martedì hanno cominciato a funzionare i nuovi locali pubblici con servizio Internet e Intranet. Al costo di 4,50 pesos convertibili (CUC), circa 3,50 euro, l’utente può contare su un’ora di acceso al cyberspazio. È possibile optare per una navigazione su Intranet nazionale al prezzo di 0,60 CUC, oppure utilizzare solo la posta elettronica “.cu” (cubana, ndt) al costo orario di 1,50 CUC. Sono state fatte diverse prove e non è stata individuata - per il momento - nessuna pagina censurata per motivi politici. La velocità minima di connessione è di 512 Kbps, la schermata che dà il benvenuto all’utente - non appena si accende il computer - porta il nome di Nauta, anche se i programmi e l’intero funzionamento si basano su Microsoft Windows.

Nella prima giornata di apertura erano accessibili dai nuovi locali di Internet portali come El Nuevo Herald (http://elnuevoherald.com/), siti contenenti notizie tipo Diario de Cuba (http://diariodecuba.com/) e diversi blog critici nei confronti del governo, scritti dall’interno dell’Isola. Il costo elevato del servizio, in un paese dove il salario medio mensile si aggira attorno ai 17 euro, sembra il limite fondamentale. Tutto ciò contraddice il viceministro delle comunicazioni che recentemente aveva dichiarato: “Nel nostro paese non sarà il mercato a regolare l’accesso alle conoscenze”. Ora come ora, chi possiede la moneta forte - autorizzata a circolare dal vecchio presidente - potrà frequentare reti sociali, siti con offerte di lavoro e borse di studio, sfruttando tutte le possibili occasioni per tentare di emigrare.

Curiosamente entrambe le misure: la depenalizzazione del dollaro e questa timida apertura a Internet, sono state frutto più della pressione che del desiderio di apertura da parte del governo. Consentire che i cubani potessero possedere moneta convertibile, fu una decisione presa di fronte all’evidenza che nel mercato informale i cosiddetti “biglietti verdi” circolavano con sempre maggior forza alla fine degli anni Ottanta e all’inizio dei Novanta. Identica situazione si verifica adesso con l’informazione che proviene dalla grande ragnatela mondiale. Le connessioni pirata al web da una parte e il progresso delle reti clandestine di distribuzione di audiovisivi dall’altro, confermano quanto sia inutile cercare di recintare il campo dei kilobytes.

I primi utenti che questa mattina hanno provato le sale di navigazione si sono sorpresi di fronte alla velocità di connessione ma hanno criticato i costi eccessivi del servizio. Diversi giornalisti ufficiali si aggiravano intorno ai tavoli di un locale centrale del quartiere Vedado cercando di catturare l’istantanea degli avaneri mentre si gettavano in massa sulle tastiere. Non è accaduto, certo. Si sono visti pochi e cauti clienti intenti a verificare i limiti del nuovo servizio. Ogni utente doveva esibire il documento d’identità e firmare un contratto prima di sedere davanti allo schermo del computer. L’atto privato precisa che il servizio non deve essere usato per “azioni che possano considerasi (…) dannose o pregiudizievoli per la sicurezza pubblica”. Una spada di Damocle che potrebbe essere interpretata anche secondo considerazioni politiche e ideologiche.

Di compleanno in compleanno, così vanno i cambiamenti a Cuba. Vent’anni fa toccò al dollaro… oggi a Internet.

Traduzione di Gordiano Lupi

giovedì 23 maggio 2013

Le avventure del Che secondo Garrincha


Contrariato perché Fidel non voleva raccontare la verità di quando si conobbero in casa di Maria Antonia, il comandante Guevara lancia la sua maledizione: - Avrò una figlia, la chiamerò Aleida e sarà più sanguinaria di me.  


Guevara invidiava la capigliatura di Camilo Cienfuegos. Una volta sequestrò lo stilista di Cienfuegos per vendicarsi, però...


Una possibile causa dell'insuccesso dell'avventura africana di Guevara: Pretendeva sempre che mettessero nei suoi martini una patata invece che un'oliva.



Una tesi sull'origine della frase: Fino alla vittoria sempre.
- Ti lascio. Ho scoperto l'amore.
Si chiama Vittoria ed è più rivoluzionaria di te.


Debutto de "La violetera".
Giungla boliviana.

Autore: Garrincha - Le avventure comiche del Che
Traduzione Gordiano Lupi