martedì 3 febbraio 2026

I Libri di Gordiano Lupi - Sessantunesima Puntata

Il cinema rovente di Umberto Lenzi – in collaborazione con Davide Magnisi e Matteo Mancini - Il Foglio, 2021 – Euro 20 – Pag. 610. Umberto Lenzi ha affrontato tutti i generi nella sua prolifica carriera negli anni d’oro del cinema italiano: dal cappa e spada al peplum, dal western al film di guerra, dal giallo al poliziesco, dall’horror al cannibalico, dirigendo film diventati di culto come Orgasmo, Così dolce … così perversa, Milano rovente, Milano odia: la polizia non può sparare, Napoli violenta, Roma a mano armata, La banda del gobbo. Il libro analizza tutta la sua filmografia e il cortocircuito della critica, dalle spietate stroncature, a questo cinema di enorme successo popolare, alla rivalutazione operata da Quentin Tarantino, di Lenzi ammiratore. Una parabola ricostruita anche attraverso le voci dei suoi attori (da Lisa Gastoni a Maria Rosaria Omaggio), colleghi e collaboratori (da Sergio Martino a Dario Argento), fino al premio Oscar Bob Murawski e il regista americano Eli Roth.

Disponibile in Ebook - https://www.torrossa.com/it/resources/an/4951654 (euro 6,73)

Un libro che considero tra i migliori che ho fatto in campo cinematografico, grazie alla collaborazione di due esperti come Davide Magnisi (interviste e approfondimenti) e Matteo Mancini (tutto il western di Lenzi). La mia parte è stata scritta con la collaborazione del regista che mi ha rilasciato molti commenti su ogni film diretto, inoltre ho avuto la consulenza della figlia del grande autore maremmano. Libro presentato anche a Massa Marittima - città natale di Lenzi - tra l'indifferenza generale, purtroppo, sic transit gloria mundi! In questo blog abbiamo il link al filmato della serata massetana.



Presentazione video del libro - https://www.youtube.com/watch?v=B2cIYp0KPI4

Presentazione a Massa Marittima (Biblioteca)https://www.youtube.com/watch?v=DwjWOgL5ESA


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giovedì 29 gennaio 2026

I Libri di Gordiano Lupi - Sessantesima Puntata

A tavola con gli Appiani – Storia della famiglia degli Appiani e ricette della cucina del rinascimento piombinesecon Patrice Avella - Il Foglio, 2019 – Euro 16 – Pag. 370

Prepariamoci a compiere un viaggio a ritroso nel tempo verso un’epoca medievale e rinascimentale di sogni e innovazioni del pensiero e della gastronomia della Toscana e del Principato Piombinese della Signoria di Piombino, il dominio degli Appiani, dopo oltre duecento anni di potere ininterrotto. Tante belle ricette Toscane sono state create nel periodo del Rinascimento e tramandate fino a oggi dalla tradizione culinaria piombinese. Ma tante sono rimaste, migliorate nel tempo per rimanere nella tradizione gastronomica nostrana: l’antenata della zuppa del cipolle, la carabaccia; l’antenata delle crèpes francesi nate in Maremma, il ciaffagnone; l’antenato del cacciucco, la schibenzia del tavernaro o sburrita; l’antenato dell’acquacotta, il pan lavato, fino all’antenato del vino Chianti, il Sangiochetto. Gordiano Lupi ha curato la parte storica sulla famiglia Appiani. Patrice Avella la parte gastronomica.


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mercoledì 21 gennaio 2026

I LIbri di Gordiano Lupi - Cinquantanovesima Puntata

Sogni e altiforni - Piombino Trani senza ritorno – con Cristina de Vita – Acar, 2018 – Euro 15 – P. 330 - Versione E-Book Il Foglio Letterario

Il protagonista è un ex grande calciatore, partito da una piccola cittadina di provincia per poi rientrarci a giocare, ad allenare e soprattutto a vivere con il suo carico di noia e di rimpianti. Rimpianti mai del tutto confessati, neanche a se stesso, completamente incapace come è di amare come vorrebbe. E sullo sfondo restano anche le contraddizioni di un’epoca difficile, quella dei nostri giorni, in tante realtà come Piombino. A un certo punto della narrazione troverete una frase stupenda: Non potete togliermi il profumo del tempo passato. A me ha colpito perché è quel profumo che molti della mia generazione continuano a sentire pur sapendo che ormai quell’odore è andato perduto ma sono felici di trovare il modo di rinfrescarlo, perché aiuta a capire meglio anche gli odori nuovi, quelli che ammantano il non sapere come sarà il domani. Di ognuno nel particolare e nel complesso di tante comunità come quella rappresentata da Piombino e anche da Trani, dove ci sono l’altro stadio e l’altro scenario d’amore che si intreccia nella doppia narrazione di questo romanzo. A un certo punto Gordiano Lupi lo scrive chiaramente: Basterebbe poco, forse. Ma quel poco è troppo, per chi rimpiange un passato d’acciaio, per chi s’illude d’un presente di perduto acciaio, per chi ricerca un futuro che riporti in vita l’acciaio. Sostituite la parola acciaio con quel che nei tempi andati ha offerto lo slancio alla vita e alla crescita, economica e civile, di molte comunità e troverete lo sfondo su cui far rivivere anche tante altre storie mai scritte. (Stefano Tamburini, introduzione).

Dopo il primo fortunato Calcio e Acciaio, candidato al Premio Strega 2014, si torna al salmastro di Piombino con Sogni e Altiforni, sempre per A.Car edizioni. Siamo di nuovo calati nella realtà di Giovanni, mister melanconico con un passato da brillante promessa del calcio; lo ritroviamo aggirarsi nei meandri di una Piombino sempre più dimentica di se stessa, cosa che forse vorrebbe fare anche lui, per smettere di rievocare un passato che non smette di risuonargli in petto, fra sogni – appunto – illusioni, speranze disattese. E in questo nuovo capitolo la novità è la voce di Debora, amore mai sopito di Giovanni, che qui prende forma grazie alla penna di Cristina de Vita; un cammino parallelo, dunque, che i due compiono in province simili, per quanto lontane, come simili sono i pensieri dei due che si intrecciano, in spirali di memorie che rimandano a echi del passato, ponti di un presente che i due vorrebbero diverso, anche se poi non è mai facile capire come, e in che maniera. In questo sentiero che i due percorrono insieme, anche se separati, si dipana una storia che è un tango narrativo, in cui i due autori duettano mettendosi a nudo, senza vergognarsi delle loro fragilità. (Vincenzo Trama)

La mia generazione è nata con i finti tramonti dell’acciaieria, dispensati a ogni ora del giorno, ben dopo il crepuscolo, persino a notte fonda. Avevamo tutto da vincere e tutto da perdere, non immaginavamo che fosse possibile sbagliare quel che abbiamo sbagliato. Ma gli errori sono la vita, in fondo. E una vita senza errori è l’errore più grande. Abbiamo vissuto convinti che fosse così ovunque, un’infinita varietà di tramonti sui quali sognare a ogni ora del giorno, farsi riscaldare il cuore nei momenti di solitudine, perdersi cullando nenie di dolce abbandono. Il tramonto rosso sul mare e i tramonti della colata continua dell’Acciaieria, quel residuo ferroso maleodorante, ebbro di fascino antico, profumo di lavoro, sudore, lotte operaie, sentore di contestazioni e scioperi, licenziamenti ingiusti, fatica per andare avanti e sognare. Un sole rosso notturno che poteva persino commuovere, incomprensibile per una fredda borghesia vacanziera a caccia di ombrelloni e per il commesso viaggiatore in transito, mentre per noi era un momento fondamentale della vita, uno scadenzario del tempo, un simbolo delle ore che passavano lente.

Un romanzo che sento ancora molto mio, la seconda parte (conclusiva) di Calcio e acciaio, che si può leggere anche come opera autonoma; questa è l'età di mezzo del protagonista, dopo i fasti del passato, ma c'è anche la ricerca del grande amore perduto. Presentato al Premio Strega 2018, senza fortuna e senza particolari ambizioni, ma è piaciuto a Paolo Ruffilli e tanto basta.  

Edizione E-Book Il Foglio Letterario: https://www.ibs.it/sogni-altiforni-piombino-trani-senza-ebook-cristina-de-vita-gordiano-lupi/e/9788876068553?srsltid=AfmBOoo__-XOE43sF0KIB1zDgkcEm487TUELGSNO738H-8lHZ9I8QS9-

E-Book Amazonhttps://www.amazon.it/Sogni-altiforni-Gordiano-Lupi-ebook/dp/B0998GSYYG

E-Book TORROSSA / CASALINI - https://cdn.torrossa.com/de/resources/an/4958033




Un brano letto da Radio Bloghttps://www.youtube.com/watch?v=ubxUqqUQIHI


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«Un’epoca industriale tramontata fa da sfondo alle storie parallele del romanzo che Gordiano Lupi ha scritto a quattro mani con Cristina de Vita, Sogni e Altiforni, e che porta un sottotitolo significativo: Piombino-Trani senza ritorno. Il romanzo in realtà si può considerare una storia unica che ha due punti di vista, per molti aspetti tali da combaciare. Il doppio racconto, intenso e coinvolgente nella sua dimensione elegiaca, è un recupero del tempo passato con i suoi ricordi, con le sue promesse e con i suoi sogni, con le sue attese e illusioni poi andate perdute ma con una carica che, nonostante il bilancio negativo del presente, continua ad alimentare le ragioni della vita. Nella consapevolezza che il passato siamo noi e che è per noi vitale il vivere con i ricordi, non di ricordi.» (Paolo Ruffilli)
















Evento a Suvereto


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Foto composizione di Riccardo Marchionni


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Premio per Sogni e altiforni





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Il giudizio di Pupi Avati




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Piombino Oggi






Trani (retro copertina)


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Paolo Ruffilli


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INTERVISTA A COSTA ETRUSCA







Costa Etrusca (si legge partendo dal basso)

lunedì 12 gennaio 2026

I Libri di Gordiano Lupi - Cinquantottesima Puntata

TUTTO AVATI - in collaborazione con Michele Bergantin – Il Foglio, 2018 - Euro 20 - Pag. 600

Tutto Avati è un viaggio analitico che si propone di guidare il lettore all’interno dello sconfinato mondo narrativo creato con perizia certosina dal grande cantore bolognese nell’arco di cinquant’anni di lavoro alacre e appassionante che ha prodotto opere magistrali. La monografia ripercorre la vasta produzione cinematografica, televisiva e anche letteraria di Pupi Avati avvalendosi della preziosa collaborazione del regista stesso e degli altrettanto fondamentali contributi dei tanti compagni di viaggio, attori e collaboratori, che hanno accompagnato il grande regista nel corso di questa lunga avventura che ha creato un imponente affresco, tra i più interessanti e curiosi del cinema italiano. “Figlio bizzarro di un Sessantotto rinnegato (l'energia corrosiva antiborghese rimarrà intatta, ma incanalata in una sacralità cristiana o esplosa in una sarabanda horror) e di un Fellini rivissuto da un artista controcorrente, Avati è contemporaneamente terragno e metafisico, cattolico e pessimista, incantato e disincantato, capace di osare sentimenti estremi e guizzi surreali, simile a certi suoi personaggi saggiamente matti. Eppure, alla distanza, ci accorgeremo che proprio questo regista, il più estraneo, per gusto e scelta dei generi (memorabili le sue incursioni nell'horror) alla tradizione del cinema italiano, sarà quello che, fingendo di trascurare l'attualità, ha saputo darci il ritratto più vero dell'Italia dell'ultimo mezzo secolo.” (Dall'introduzione di Fabio Canessa). Nuova Edizione Aggiornata al 2025.




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