mercoledì 17 novembre 2010

Quien soy/Chi sono

Gordiano Lupi (Piombino, Italy - 1960). Periodista de La Stampa de Torino. Traductor de Alejandro Torreguitart Ruiz, Yoani Sánchez, William Navarrete, Felix Luis Viera, Heberto Padilla y otros escritores cubanos. Escribe ensayos sobre el cinema italiano por la editorial Profondo Rosso de Roma. Escribe sobre www.tellusfolio.it columnas sobre cultura y politica cubana, cinema y literatura italiana. Entre sus trabajos mas distacados: Nero tropicale (Il Foglio, 2000) - cuentos cubanos -, Orrori tropicali (Il Foglio, 2002) - cuentos de horror cubano -, Cuba Magica (Mursia, 2003) - ensayo sobre la santeria - , Un’isola a passo di son (Bastogi, 2004) - sobre la musica cubana -, Almeno il pane Fidel - Cuba quotidiana (Stampa Alternativa, 2006) - sobre el periodo especial y la Cuba cotidiana - , Mi Cuba (Mediane, 2008) - ensayo fotografico sobre Cuba - , Fellini - A cinema greatmaster (Mediane, 2009), Sangue Habanero (Eumeswil, 2009) – novela negra cubana - , Una terribile eredità (Perdisa, 2009) - novela negra cubana - , Per conoscere Yoani Sánchez (Il Foglio, 2010) - biografia de la bloggera cubana - , Fidel Castro – biografia non autorizzata (A.Car, 2010) - vida y obras de un dictador. Traduce el blog Generación Y de Yoani Sánchez e es el traducotor para Rizzoli de su primer libro italiano: Cuba libre – Vivere e scrivere all’Avana (2009). Web: www.infol.it/lupi. E-mail: lupi@infol.it

venerdì 12 novembre 2010

La Rivoluzione ci ha salvato... a me e a te!


Jardim dalle colonne de El Nuevo Herald vede così il rappoorto di aiuto Cuba - Venezuela.



- A noi due ci ha salvato la Rivoluzione

- Sì, a te e a me.

Nel biglietto che pende dalla valigia si legge: "Con affetto, Hugo".

Gordiano Lupi

Il Sesto Congresso del PCC... a tempo debito!


Jardim dalle colonne de El Nuevo Herald ironizza sui tempi lunghi del PCC...

- Il governo cubano si prende il tempo necessario (13 anni) per celebrare il 6° Congresso del Partito.

- Benvenuti i delegati

Gordiano Lupi

La Rivoluzione... russa!

Fidel reagisce al videogioco per ucciderlo...



La satira colpisce ogni aspetto della vita politica. Jardim su El Nuevo Herald di oggi fa riferimento alla notizia del nuovo videogioco (di dubbio gusto) dove uccidono Fidel.



Rivoluzionario - E' uscito un videogioco dove la uccidono, Comandante!

Primo Verme - No, per Dio!

Secondo Verme - Indossa un cappellino dove sta scritto "Cuba"

Fidel - Cosa?


Gordiano Lupi

giovedì 11 novembre 2010

Un videogioco per uccidere Castro fa arrabbiare il governo cubano

Il videogioco Call of Duty: Black Ops, messo in vendita martedì negli Stati Uniti, non è piaciuto al governo cubano. La stampa ufficiale e i blogger governativi dell’isola, mercoledì hanno reagito con indignazione dopo il suo lancio sul mercato, perché tra le opzioni previste dal gioco c’è quella di poter uccidere Fidel Castro.


“Gli Stati Uniti non sono riusciti a eliminare Castro nella realtà e adesso cercano di farlo virtualmente”, scrive il portale Cubadebate, dove Castro abitualmente pubblica le sue Riflessioni.

Il gioco comincia nella Cuba della Guerra Fredda. I russi sono i nemici e la prima missione è assassinare il loro alleato: Castro.

“Pronto per fare la storia?”, chiede uno dei personaggi al giocatore, proprio prima di entrare in una stanza dove si vede un giovane Fidel Castro, vestito di verde oliva. Castro utilizza una donna con un camice bianco come scudo umano. Il giocatore può sparare, l’azione subisce un rallentamento, si vede una palla dorata colpire il torace del leader maximo e fuoriuscire il sangue.

Secondo Cubadebate la logica del gioco è doppiamente perversa perchè “glorifica gli attentati pianificati in maniera illegale dal governo degli Stati Uniti contro il capo di Stato cubano e stimola comportamenti negativi di bambini e adolescenti nordamericani, principali consumatori di questi giochi virtuali”.

Il videogioco ha scatenato un vero e proprio dibattito politico.

L’impresa californiana Activision Blizzard Inc., creatrice dell’intrattenimento virtuale, non ha voluto rispondere alle accuse e non ha spiegato come mai la scelta del personaggio da uccidere sia caduta proprio su Castro.

I ragazzi statunitensi sembrano entusiasti del gioco, affermano che dover uccidere un vero dittatore rende tutto più realistico. In ogni caso, pochi minuti dopo che il giocatore ha eliminato il leader comunista, Castro torna alla ribalta e spiega che non è stato lui a morire, ma un suo sosia. Il dittatore consegna il giocatore ai russi e la guerra continua. Tutto ciò è motivo di grande delusione per molti cubani che hanno comprato il videogioco solo per togliersi una soddisfazione negata dalla vita reale…


Gordiano Lupi
www.infol.it/lupi

giovedì 4 novembre 2010

L'influenza blogger

Yoani Sánchez non riesce a collegarsi a Internet, quindi opta per pubblicare alcuni messaggi su Twitter a mezzo sms.

“Ieri ho cercato di collegarmi a Internet da un hotel, ma la connessione era terribile: continuo a twittear per sms”, scrive la blogger. Alcuni messaggi riguardano la mancanza di libertà di stampa: “Il quotidiano Granma è ogni giorno più autistico. In realtà la stampa ufficiale non parla di quasi niente, ma si limita a citare vecchi discorsi. Addirittura non fa parola della possibile esecuzione di una donna iraniana accusata di adulterio. Se potessimo scegliere quale quotidiano leggere, vi immaginate con quanti lettori resterebbe il Granma?”.

Poter usufruire di piena libertà su Internet è un pensiero dominante: “Il cavo sottomarino tra Cuba e il Venezuela porterà un accesso massiccio dei cubani a Internet? Il cavo sottomarino tra Cuba e il Venezuela porterà qualche kilobyte per i blogger alternativi? Ho il presentimento che per accedere a Internet continuerà a funzionare il filtro ideologico. Non esiste la volontà politica di far accedere i cubani liberamente a Internet”. Molti altri messaggi riguardano i limiti culturali e l’impossibilità di possedere uno spazio libero in rete, accessibile a tutti: “Lo scambio culturale sarà completo solo quando potranno venire a Cuba anche gli artisti dall’esilio. Il mio blog è bloccato negli Internet - caffè e nei server pubblici da marzo 2008. Un altro sito bloccato è il mercato virtuale e alternativo: www.revolico.com. Sapete quanto è lungo l’elenco dei web censurati nei nostri server pubblici? Sapete che un cittadino cubano non può pubblicare un sito nei server del proprio paese? Il governo ha dato il via all’operazione “cybermambí”: creare blog ufficiali per contrastare gli alternativi. Ma è molto difficile dirigere dall’alto un blog, tipico frutto della spontaneità personale. Nella realtà ci sono le brigate di risposta rapida che attaccano i non conformi, in rete troviamo le brigate di risposta cibernetica”.

I blogger cubani hanno bisogno di strumenti di lavoro. Yoani ringrazia chi invierà al suo indirizzo e-mail manuali sulle reti sociali e su web 2.0. Intanto comunica che Francis Sanchez, scrittore e poeta di Ciego de Avila, ha aperto un blog: www.hombreenlasnubes.blogspot.com”. Il suo unico conforto è che “l’influenza blogger si diffonde come uno starnuto di libertà”.

Gordiano Lupi
www.infol.it/lupi