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martedì 6 dicembre 2016
venerdì 9 gennaio 2015
Fidel Castro è morto davvero?
È un anno che Fidel Castro non compare in
pubblico. Per la precisione dall’8 gennaio 2014, quando inaugurò la mostra dell’artista
cubano Alexis Leyva “Kcho”. Ha ricevuto a casa propria, nel luglio
scorso, i Capi di Stato Xi Jinping e Vladimir Putin. Cominciano
a rincorrersi le voci sul suo stato di salute. Vista l’età (88 anni!) e la
situazione fisica dell’ex Capo di Stato cubano, è probabile che prima o poi
qualcuno ci azzecchi e che indovini la data della morte, anche se è
diventato un sofisma privo di importanza. Fidel Castro è un vecchio simbolo del
passato, che nella Cuba attuale non ha più alcun peso. Certo, è strano che non
sia comparso in pubblico per festeggiare “il ritorno degli eroi dagli Stati
Uniti” - le virgolette sono d’obbligo - e che non abbia detto la sua in merito ai
nuovi rapporti USA - Cuba. Un Fidel in buona salute avrebbe festeggiato il
rientro alla base dei suoi uomini, ma ci piacerebbe leggere un’interpretazione
autentica sotto forma di riflessione sulla stampa locale (leggasi
Granma, la sola pubblicazione autorizzata), sull’operazione
riavvicinamento con gli Stati Uniti.
Una fonte non verificabile della dissidenza ha
confermato che per oggi è prevista una conferenza stampa del Governo Cubano.
Invitata la stampa nazionale (sic!) e straniera. Non è stato precisato
l’argomento. El Diario de Cuba, ha pubblicato un servizio in
cui sostiene che il governo “ha proibito la circolazione delle
persone nella zona del cimitero di Santa Ifigenia dove presumibilmente è
stata costruita la futura tomba di Fidel Castro”. la tomba si
troverebbe vicino a quella di José Martí, il più grande
scrittore cubano dell’800, eroe nazionale, morto in battaglia
lottando per l’indipendenza della sua terra. Ironia della storia: un
dittatore accanto a un libertario...
Gordiano Lupi
www.infol.it/lupi
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lunedì 4 agosto 2014
Yoani, ma ci sei o ci fai?
In un’intervista si dichiara rivoluzionaria, contro l’embargo, dice di aver pianto per la malattia di Fidel. Non solo, sta lavorando fianco a fianco con Eusebio Leal per dare a Cuba un futuro rivoluzionario…
Apro Internet, ché ormai le ultime novità si leggono
in rete mica su carta, e leggo che Yoani Sánchez ha concesso un’intervista a
due giornalisti del quotidiano statunitense Cabo
Cañaveral (http://pepemail.blogspot.se/2014/08/cabo-canaveral-en-breve.html),
dove dichiara ammirazione per Fidel Castro e contrarierà all’embargo nordamericano.
Ho letto solo il riassunto sintetico della notizia, realizzato da Pepe Villarpando
e Dagoberto Sierra, corrispondenti di PP
Mail nel periodico Cabo Cañaveral. Mi ha sorpreso molto una
dichiarazione di Yoani: “Nel nostro giornale 14 y Medio, non useremo mai la parola dittatura parlando della Rivoluzione e non chiameremo mai dittatore il leader della stessa, l’avvocato
Fidel Castro”. Non paga di tanta stupidità ha aggiunto: “Considero una mancanza
di etica parlare del nostro leader maximo
usando il termine dispregiativo di dittatore.
Siamo giornalisti (sic!) e dobbiamo conservare un’etica nel mondo virtuale del ciberspazio
e dei blog”. Brava blogtrotter, da
domani, per etica, riferendomi a Silvio Berlusconi, lo chiamerò illuminato riformista di centro, uomo dedito alla famiglia, morigerato,
casto, grande moralizzatore dello Stato. Yoani ha parlato di embargo: “Sono
convita che deve finire per evitare che continuino a proliferare tante
giustificazioni”. L’articolo comparso sul blog Pepemail continua con un’enorme idiozia che non mi sento di sottoscrivere:
“Fonti vicine alla blogger, affermano che ha pianto in privato per la salute di
Fidel e che ha inviato una lettera alla famiglia del Comandante quando era
malato”.
Se tutto questo fosse vero, Yoani sarebbe ben peggiore
di come l’ho conosciuta… Altra affermazione della blogtrotter, riconoscente al governo cubano per così tanta libertà
di movimento: “Stiamo lavorando fianco a fianco con Eusebio Leal per assicurare
un futuro migliore a Cuba, ma sempre rivoluzionario”. Sogno o son desto? Il mio
augurio è che la notizia sia falsa e che Cabo Cañaveral si sia inventato
tutto, ché altrimenti la blogtrotter
non finirebbe mai di stupirci!|
Gordiano Lupi
P.S.: APPRENDO ADESSO CHE SEMBREREBBE TUTTO INVENTATO DAL SITO INTERNET ISPANICO CHE HA DATO LA NOTIZIA!
giovedì 13 febbraio 2014
Non sei tu amore mio, è stato Santiaguito
di Yoani Sanchez
www.lastampa.it/generaciony
www.lastampa.it/generaciony
Protagonista della sua generazione,
Santiago Feliú è stato per anni il cantautore della Nuova Trova che più ho ascoltato. I suoi temi si discostavano dalla
logora poetica dei suoi contemporanei fino a creare uno stile personale e
inimitabile. I suoi testi erano caratterizzati da una certa asprezza che
proveniva dalla vita reale, privi di manierismi ma intrisi di poesia. Santiago occupava
un posto di primo piano tra tanti altri che un tempo erano stati ribelli per
poi diventare cantanti di regime, tra quei capelloni che ormai si tagliavano i
capelli alla militare e molti alternativi trasformati in funzionari con la guayabera (camicia bianca tropicale, ndt).
Personaggio amato nei circoli, l’autore di
“Para Bárbara” frequentava salotti, suonava la chitarra, beveva rum e si
circondava di persone che pendevano dalle sue note. In certe occasioni ha suonato
anche in casa nostra e ci meravigliava vederlo tartagliare quanto non intonava
una melodia. Come l’albatros di Baudelaire che vola alto, ma è tremendamente goffo
quando cammina sul ponte di una nave… in questo caso di una nave arenata. Era
sempre disponibile, affabile, umano, privo di ostentazione e di arroganza. Era uno
di noi, uno come noi.
La sua morte, ci ha lasciato il ricordo di
una chioma intatta, dei braccialetti multicolori legati al polso e di quei vestiti
scuri diventati di moda. Aveva davanti a sé ancora tanta vita, tanti accordi;
lui che era timido, irriverente, eternamente giovane. Ci ha lasciati, se n’è
andato, come “questi giorni di merda che anche loro se ne andranno”. Per questa
volta non ha avuto ragione, perché “non sei tu amore mio” e neppure tutti gli
altri… ma è stato proprio Santiaguito, che alle prime luci dell’alba ha
intonato la sua ultima nota, ha bevuto l’ultimo sorso e ci ha lasciati soli con
la sua musica per sempre.
Traduzione di Gordiano Lupi
www.infol.it/lupi
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