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martedì 6 dicembre 2016
martedì 22 novembre 2016
Almeno il pane, Fidel!
Almeno il
pane, Fidel! - Cuba quotidiana, il
periodo speciale, il potere a Raúl - Historica, 2016 - Pag. 250 - Euro 14.
Seconda edizione riveduta e ampliata di Almeno il pane Fidel!, guida alternativa
alla Cuba turistica, da cartolina, che tanto piace al regime. Un libro che
rappresenta una sincera analisi di un paese allo sbando che ha abbandonato da
tempo il sogno della Rivoluzione Socialista, con un Fidel Castro ormai ridotto
al ruolo di mummia da esporre in televisione. Il volume si apre con un
reportage di viaggio datato 2005, l’ultimo prima che Gordiano Lupi venisse
dichiarato dal regime persona non gradita,
si avventura in una ricostruzione della storia cubana, traccia un quadro dei
problemi quotidiani e racconta gli ultimi anni caratterizzati dalle riforme di
Raúl Castro. Un capitolo finale scritto da Domenico Vecchioni dimostra come
niente sia cambiato per il cubano medio nonostante un nuovo rapporto con gli
Stati Uniti. Sono pochi gli elementi di novità per una Cuba che vorrebbe cambiare,
per un popolo stanco, con il pensiero rivolto alla fuga, annichilito da
cinquant’anni di dittatura, incapace persino di ribellarsi.
Gordiano
Lupi (Piombino, 1960). Ha tradotto i
romanzi del cubano Alejandro Torreguitart Ruiz: Machi di carta, Vita da jinetera,
Cuba particular – Sesso all’Avana, Adiós
Fidel, Il mio nome è Che Guevara, Mister
Hyde all'Avana, Il canto di Natale di
Fidel Castro, Caino contro Fidel –
Guillermo Cabrera Infante, uno scrittore tra due isole. Lavori recenti di
argomento cubano: Nero Tropicale, Cuba Magica – conversazioni con un santéro,
Un’isola a passo di son - viaggio nel
mondo della musica cubana, Orrori
tropicali – storie di vudu, santeria e palo mayombe, Avana Killing, Mi Cuba, Sangue Habanero, Fame - Una terribile eredità, Fidel
Castro – Biografia non autorizzata. Ha tradotto La ninfa incostante di Guillermo Cabrera Infante, La patria è un’arancia di Felix Luis
Viera, Fuori dal gioco di Heberto
Padilla (2011), Il peso di un’isola
di Virgilio Piñera, Hasta siempre
Comandante - Opera poetica di Nicolas Guillén. I suoi romanzi Calcio e acciaio - dimenticare Piombino
(Acar) e Miracolo a Piombino - Storia di
Marco e di un gabbiano (Historica) sono stati presentati al Premio Strega..
Sito internet: www.infol.it/lupi - mail: lupi@infol.it.
IL VECCHIO STRILLO:
Almeno il pane Fidel – Cuba quotidiana nel
periodo speciale – Pagine 192 - euro 10,00 – Stampa alternativa – Viterbo, 2006
(esaurito)
Quella raccontata in questa anti-guida, non è la
Cuba di cui parlano i cucador italiani a caccia di facili avventure erotiche, e
nemmeno quella di cui parlano dai loro pulpiti i frequentatori delle stanze del
potere e del comando castrista, da Gianni Minà fino a Diego Armando Maradona,
fino ai marxisti nostrani da salotto televisivo. È invece Cuba quotidiana,
quella del popolo che dovrebbe vivere con una manciata di dollari di stipendio
al mese, mentre una lattina di Coca Cola (che, nonostante l’embargo, si trova a
ogni angolo di strada) costa un dollaro. Una Cuba vera, reale, indispensabile
da conoscere per chi davvero l’ama e intende visitarla, oppure già c’è stato.
Gli argomenti: Il vero volto di Cuba - Appunti di viaggio (luglio 2005), I
problemi quotidiani: La disillusione rivoluzionaria, La santería, più di una
religione, La comida , Divertimenti e filosofia, La famiglia, I mezzi di
trasporto e crisi energetica, La razza cubana, I rapporti tra sessi,
L’omosessualità, La prostituzione, Le fughe, Le case cubane, La spiaggia, Il
quotidiano, Giochi di strada, Le fiabe, Polizia e diritti umani, Superstizioni,
La vita in campagna, La moda, La scuola, L’informazione. Intervista a una
jinetera. Tra mito e realtà: La triste fine di Salvator Allende, Cuba libre?
Solo una bevanda, Cuba si apre ai gay: l’ultima propaganda, Democrazia cubana e
modello statunitense, La verità su Cuba, Notizie dalle carceri di Fidel Castro,
Una Cuba post comunista, Fidel Castro tra cinema e realtà, Dissidenti e
mistificazioni.
mercoledì 1 agosto 2012
In Puglia con Amir Valle
di Giovanni Agnoloni
Rientro da una di quelle
trasferte di lavoro che sono dei viaggi nel senso più ricco della parola. In
Puglia, invitato insieme allo scrittore cubano Amir Valle a presentare Non lasciar mai che ti vedano piangere, suo romanzo da me tradotto,
edito da Anordest per la collana “Célebres Inéditos”.
La serata, svoltasi a Castellaneta
(TA), rientrava nel programma di “Spiagge d'Autore”, manifestazione
pregevolmente organizzata dalla Regione Puglia, in
collaborazione con l’Agenzia PugliaPromozione, la Confcommercio Puglia e il
Teatro Pubblico Pugliese.
Non lasciar mai che ti
vedano piangere è un
romanzo potente, di grande impatto sul piano letterario, umano e storico. L'ho
voluto sottolineare fin da subito, nell'ex-Convento delle Clarisse, una piccola
e bellissima chiesa sconsacrata nel centro dell'affascinante cittadina; subito
dopo l'introduzione del moderatore Fabio Salvatore. Sì,
perché è vero che la presenza di Charlie Chaplin imbeve di sé un'opera che ha nelle memorie cinematografiche un motore
fondamentale – fatto significativo, visto che presentavamo il libro nel paese
natale di Rodolfo Valentino, il mito per eccellenza del cinema muto, laddove
Chaplin ha segnato proprio la transizione al sonoro.
Tuttavia, il romanzo è notevole
anche da tanti altri punti di vista. Non soltanto perché, per la prima
volta, accosta la figura di Chaplin e quella di “Che” Guevara, evocando – in uno dei suoi filoni narrativi – il
progettato rapimento, da parte del giovane Ernesto, del “padre” di Charlot e di
Marilyn Monroe e Joe DiMaggio, nel 1952. E neanche solo perché – seguendo lo
spunto dato a Valle dallo scrittore paraguayano Augusto Roa Bastos – unisce a
questo elemento la vicenda (altrettanto fondata su risultanze documentali) del
piano di sequestro di Chaplin da parte di Hitler, nel 1942, dopo aver visto Il
grande dittatore. C'è anche un altro motivo, ancor più lacerante.
Queste due storie, infatti, associate a quella del trafugamento del cadavere
dell'attore nel 1978 in Svizzera, s'intrecciano con la drammatica esperienza di
vita di Anika, nome fittizio di una donna reale, che oggi vive sotto falsa
identità negli Stati Uniti, ma che, dopo una giovanissima età vissuta in gran
parte da orfana, ha trascorso un'adolescenza di violenze indicibili: prima da
parte dello zio a cui era stata affidata, poi, finita in riformatorio per
averlo ucciso perché la violava e la faceva prostituire, da parte del gruppo di
ragazzi neonazisti del cui leader, Ernan, si era innamorata; salvo poi uscirne,
sia pur a un prezzo terribile, salvata dai ricordi d'infinita dolcezza dei film
di Chaplin che vedeva da piccola.
Alle spalle, una trama di
inquietanti presenze di estrema destra; una rete di entità occulte realmente
esistente in Europa e facente capo alla
figlia di “cotanto” padre Gudrun Himmler.
È questa la vicenda che fa da collante tra tutti i temi eccellentemente intrecciati in questo libro, e che ci ficca nello stomaco una botta di viscerale sofferenza, sia pur sublimata da uno stile profondamente armonioso.
Tutte queste valenze, unite alla
storia personale dell'autore – esule a Berlino perché anticastrista, e che per
più di un anno è stato, per questo motivo, impossibilitato a vedere il figlio
più piccolo, e da sei non vede i genitori – e alla sua profonda fede cristiana,
sono emerse nel suo dialogo con Fabio Salvatore (cui ho partecipato in veste di
interprete, a volte cedendo alla tentazione di aggiungere qualche dettaglio,
memore delle sensazioni lasciatemi dal romanzo) e, nella parte finale, con
l'attrice Sarah Maestri,
autrice de La bambina dei fiori di carta
(Aliberti Editore).
Memorabile cornice
dell'appuntamento, i panorami lunari della gravina di Castellaneta e i vicoli
di Bari Vecchia, tra il Castello, la Cattedrale, la Basilica e il porto, dalle
tinte assolate così vicine ai colori dell'Avana Vecchia, come Amir Valle mi ha
confessato.
Una tre-giorni in cui ho potuto
sentire il retrogusto di una e forse di tante vite. Com'è vero anche per Non
lasciar mai che ti vedano piangere. Per
questo è importante leggere il romanzo. Perché è imbevuto anche del dolore di
cui non parla.
martedì 24 luglio 2012
El otro paredon esce negli USA
La Nazione del 24 luglio 2012
Il Booktrailer:
EL OTRO PAREDON
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