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sabato 23 novembre 2019

Rainer Maria Rilke tradotto da Raffaela Fazio


Rainer Maria Rilke
Silenzio e tempesta - Poesie d’amore

a cura di Raffaela Fazio Marco Saya 
Edizioni Euro 15 - pag. 125

Marco Saya è un editore benemerito solo per il fatto di occuparsi esclusivamente di poesia, classica e contemporanea, con cura certosina, avvalendosi di autori e traduttori eccellenti che impreziosiscono un catalogo di grande qualità.
Silenzio e tempesta  di Rainer Maria Rilke (Praga, 1875 – Montreux, 1926) contiene una serie di traduzioni a tema amoroso raccolte da Raffaela Fazio (Arezzo, 1971), poetessa pure lei di buon valore, forse per questo molto abile nel rendere in italiano la musicalità del verso tedesco. Per Fazio non ha importanza il tipo di amore espresso dalle liriche di Rilke - divino o terreno, con possesso o senza possesso, materiale o spirituale - quel che conta è il sentimento che diventa il filo conduttore di un discorso poetico. Solitudine, silenzio, accettazione del dolore e della morte, inquietudine, senso di provvisorietà del mondo e degli affetti, tutto confluisce nell’amore, che per Rilke è opera suprema, tutto il resto non è che preparazione. L’amore come dono di sé, come abbandonarsi a un altro, una donna come una divinità, come compimento di un cammino spirituale e sentimentale, mai scontato, sempre complesso e intenso. Raffaela Fazio sceglie di tradurre i testi di Rilke che più si avvicinano al suo modo di concepire la poesia, a metà strada tra lucidità e visionarietà, caratterizzati da un pensiero cristallino e da parole che offrono molteplici significati e interpretazioni. Bene scrive Massimo Morasso, nella colta postfazione: “La sua traduzione riesce a essere una lettura amorosa dei testi d’amore del più amoroso fra i più significativi poeti lirici del Novecento tedesco”. Non resta che leggere qualche componimento del grande poeta, reso vivo e vibrante dalla raffinata traduzione italiana di Raffaela Fazio. Il volume è corredato - per gli esperti di tedesco - di testo originale a fronte.

La sera è il mio libro. Un vermiglio
bagliore di damasco le riveste;
ne disserro i dorati fermagli
senza fretta, con mani fresche.

Leggo la prima pagina scoprendo,
lieto, il suo tono familiare,
più sottovoce leggo la seconda,
la terza l’inizio già a sognare.

(da Dir sur Feier)

Spegni i miei occhi, lo stesso ti vedo,
chiudi le mie orecchie, riesco ad ascoltarti,
ti vengo incontro anche senza piedi
e senza bocca posso supplicarti.
Spezzami le braccia e col cuore,
come fosse una mano, io ti prendo,
arresta il cuore, sarà la mente a pulsare,
e se nella mente fai scoppiare un incendio,
nel sangue allora ti saprò portare.

(da Das Strunden-Buch / das Buch von der Pilgerschaft)

Il mondo era nel volto dell’amata,
ma di colpo si è riversato fuori:
fuori è il mondo e non si può afferrare.

Perché dal volto amato, colmo,
che stavo sollevando, non ho bevuto il mondo,
quand’era vicino alla mia bocca, profumato?

Ah, se bevvi! Bevvi senza fine.
Ma anch’io di troppo mondo ero già pieno
E anch’io, bevendo, traboccai.

(1924)

Canto d’amore

La mia anima come trattenerla,
che la tua non sfiori? Come elevarla,
sopra di te, ad altro? Ah quanto vorrei celarla
in qualcosa che si è perso nell’oscurità,
in un luogo estraneo, silenzioso
che non seguiti a vibrare, al vibrare
delle tue profondità.
Ma tutto quello che ci tocca, insieme
Ci prende come un arco che produce
da due corde una sola voce.
E noi siamo tesi su quale strumento?
Quale violinista ci tiene nella mano?
O dolce canto!

(Da Nue Gedichte)

martedì 16 ottobre 2018

Capelli struggenti


di Franz Krauspenhaar

Marco Saya Edizioni - Pag. 90 - Euro 10



Franz Krauspenhaar è poeta anche quando fa prosa, ma quando scrive poesia tocca vertici di sublime bellezza difficilmente eguagliabili in questo asfittico Duemila letterario. Non credo che Franz si definirebbe uomo del Duemila, sono sicuro che come il concittadino Vecchioni opterebbe per la definizione di uomo del Novecento, secolo che ci rende orgogliosi di esserci nati per la grande fioritura culturale che l’ha caratterizzato. Krauspenhaar ha pubblicato nove romanzi, un saggio e cinque raccolte di poesie, tra le sue ultime operazioni intellettuali ricordiamo la pregevole collaborazione a una rivista culturale imprescindibile come Il Maradagal, ben diretta da Sara Calderoni. Capelli struggenti è una raccolta intensa e poeticamente uniforme composta da quattro sillogi: Momenti intimi - Strani momenti - La pertosse dell’anima - Complimenti, bistecche, laghi, il terrore, l’orrore, appuntamenti al buio, i capelli … Capitolo conclusivo affidato alle prose liriche del Gran finale con corse, violoncelli, merde, e i pezzi che ci compongono. Filo conduttore il pessimismo cosmico, il senso della profonda vacuità della vita, condito di sferzante ironia, quasi sarcasmo, che accompagna tenebrosi pensieri di morte incombente sui nostri giorni, compagna invisibile ma sempre presente, tale da rendere il poeta come un foglio giallo, sotto una biro che non scrive. Liriche che parlano di suicidio, angoscia, disperazione, mancanza d’amore, solitudine, assenza di speranza, viaggi verso terre lontane come la Thailandia, fratelli scomparsi in una feritoia della vita, madri ritrovate nel profumo di vaniglia, incubi che recano risvegli ansanti e sconvolti. Versi senza speranza come: Siamo tutti invecchiati/ non è stato difficile, il tempo/ ruba e scava dove trova, anzi trova/ sempre terra e detriti. Ma anche: In vent’anni non ho conosciuto nessuno/ ho incontrato migliaia di persone/ senza conoscere anima viva/ non sono solo, siamo in tanti/ ad essere soli. La morte immaginata come un’ultima birra, un domani che non avrà luogo, un’ultima pigione da pagare. E poi l’inutile estate, la prigione ad aria aperta, in attesa di un nuovo inverno, pronta a sfondare ogni residuo benessere, una disperazione che continua a perpetrare i suoi incubi e a diffondere dolore. Stupende le prose finali, a tratti persino bukowskiane nella loro espressività diretta, senza fronzoli, ma sempre attente a conservare la musicalità delle parole. Concludo dicendo che Capelli struggenti - come ogni libro di poesia - si apprezza di più se letto a voce alta, declamato o recitato, come ho fatto questa sera prendendo mia figlia come cavia, che cercava un libro per addormentarsi. Ha resistito abbastanza, sino a La pertosse dell’anima, apprezzando le liriche e interrompendo per chiedere il significato di alcune parole. La poesia non è morta, come affermano certi soloni, sono i veri poeti che scarseggiano, oltre a mancare editori competenti e appassionati. Krauspenhaar e Saya sono una coppia che non delude. Confezione spartana e prezzo accessibile: 10 euro per un libro intenso e coinvolgente che ti fa venire voglia di affrontare subito una seconda lettura.

Gordiano Lupi
www.infol.it/lupi

venerdì 10 giugno 2016

Betocchi a Cosenza

Carlo Cipparrone
Betocchi, il vetturale di Cosenza e i poeti calabresi
Edizioni Orizzonti Meridionali - Pag. 132 – Euro 12

Carlo Betocchi

Carlo Cipparrone scrive un ispirato ricordo di Carlo Betocchi, poeta conosciuto nella sua Cosenza molti anni fa, quando lui era soltanto un aspirante poeta in cerca di consigli e cercava di entrare in sintonia con un grande autore della nostra letteratura. La parte più affascinante del libro vede la riproduzione de Il vetturale di Cosenza di Carlo Betocchi (contenuta ne L’estate di San Martino, Mondadori 1961), pubblicata su concessione della casa editrice milanese, che ripercorre le emozioni suscitate nel poeta il viaggio in terra calabrese. Altrettanto interessante Betocchi (e la comune strada), lirica ispirata e sentita composta da Cipparrone in ricordo del poeta e del loro incontro, che rievoca la nascita di un’amicizia e gli scambi epistolari, le confidenze, gli incentivi a continuare e a pubblicare liriche, ricevuti dal poeta. Il libro è corredato da lettere  e cartoline postali - non le fredde mail dei nostri giorni - che Betocchi e Cipparrone si sono scambiate nel corso degli anni, vero e proprio monumento alla disponibilità e all’altruismo di un uomo che non pensava soltanto alla sua arte ma trovava il tempo per leggere manoscritti e non mancava di dare consigli ai giovani poeti. 

Cosenza

Interessante la parte in cui Betocchi fa capire a Cipparrone che per scrivere poesia non è necessario aver compiuto studi classici, perché la lirica è soprattutto tecnica e - a suo parere -mestieri diversi possono coesistere. Betocchi porta se stesso come esempio, geometra impegnato nei cantieri, ma anche i colleghi Quasimodo, Lisi, Bargellini e gli ingegneri Gadda, Sinisgalli e Vittorini. Ne vien fuori un bel ritratto di Betocchi, sobrio nel mangiare, attento a curare la sua ulcera gastrica, prodigo di consigli, curioso mentre visita una terra sconosciuta e chiede di leggere autori promettenti. Carlo Cipparrone conclude un libro interessante con una breve antologia di poeti calabresi: Lorenzo Calogero, Nerio Nunziata, Ermelinda Oliva, Gilda Trisolini, Silvio Vetere. Un solo appunto. Non sarebbe stata di troppo una piccola antologia contenente i versi degli autori citati, perché del solo Nunziata possiamo leggere alcuni passi ispirati, mentre gli altri restano ingabbiati in una sterile biografia con elencazione di titoli. Sarà per la prossima edizione aggiornata.




Gordiano Lupi
www.infol.it/lupi

martedì 17 maggio 2016

Felix Luis Viera, la poesia cubana in esilio



Ego 
di Felix Luis Viera

Había un río ancho y una isla de arena.
En la isla árboles inmensos.
En la orilla estábamos tú y yo.
Y jugábamos a imaginar que tú estabas
        erecta
en el centro de esos árboles que
estaban en el centro de la isla
y
de pronto todo se inclinaba ante
tu figura,
todo aullaba, trataba de desgajarse
         desterrarse,
         desguazarse
en pos de tu figura
porque resulta que estabas
en el centro de los árboles
que estaban en el centro de la isla
que estaba en el centro del río inmenso.
Jugábamos a imaginar ese momento
en que todo trataba de irse hacia tu
        cuerpo
que era como el centro del mundo y de
         las cosas.

Hoy, esa es tu única imagen verdadera.
Agosto de 1981

De Poemas de amor y de olvido (1993)

Ego
Traduzione di Gordiano Lupi

C’era un fiume ampio e un’isola di sabbia.
Nell’isola alberi immensi.
Sulla riva c’eravamo io e te.
E giocavamo a immaginare che tu stavi
        eretta
al centro di quegli alberi che
stavano al centro dell’isola
e
subito ogni cosa si chinava davanti 
alla tua figura,
ogni cosa urlava, cercava di schiantarsi
        
allontanarsi,
         distruggersi
dietro alla tua figura
perché sembra che eri
nel centro degli alberi
che stanno nel centro dell’isola
che stava nel centro del fiume immenso.
Giocavamo a immaginare quel momento
in cui ogni cosa cercava di andare verso il tuo 
         corpo
che era come il centro del mondo e
         delle cose.

Oggi, quella è la tua unica immagine veritiera. 
 

Agosto 1981
Da Poesie d’amore e d’oblio (1993)

martedì 19 aprile 2016

Storia d'amore

Historia
di Felix Luis Viera


da http://www.ellugareno.com/search/label/Felix%20Luis%20Viera

Estuvieron un hombre y una mujer que apenas
pudieron estar.
Si acaso alguna vez –lo que se dice a plenitud-
lograron acoplar en ese nido
que a media noche fabricaban casi
desesperadamente.

Ni siquiera las Paradas ni el horario de sus
problemas
convergían.

Qué tiempo les faltó para decir que sí, que estaba
bien, dentro de media hora.

La mujer rugía entre pinceles
escarbando la magia que habita en el lado
más oculto, más sencillo de las cosas.

El hombre sangrando a gota lenta
huyendo tras las palabras que se abonan
donde no hay ojos ni tacto que puedan agarrarlas
si no es después de haberles minado todos los
caminos.

El tiempo continuó abriéndose entre ellos como
una herida
que trataban en vano de cerrar, al menos detener.
Una de esas veces –la última- que lograron
unirse
hallaron un rosal.
El rosal vivía entre las piedras.
Entre las piedras el tallo se clavaba, se perdía
buscando su sangre nadie calcula en qué tierra,
a qué distancia.
Y tenía rosas que parecían disparos a punto de
salir.

La mujer de los problemas y el hombre de los
problemas entonces se miraron
y cada cual tomó su rumbo, convencidos
de que el amor no se detiene en pequeñeces.

Junio 1979

(da Prefiero lo que cantan)


Storia
Traduzione di Gordiano Lupi

Furono un uomo e una donna come appena
riuscirono a essere.
Per caso qualche volta - come si dice al culmine -
riuscirono ad accoppiarsi in quel nido
che a mezzanotte fabbricavano quasi
disperatamente.

Neppure le fermate degli autobus né l’orario dei loro
problemi 
convergevano.

Quanto tempo mancò per dire sì, che andava
bene, entro mezz’ora.

La donna ruggiva tra i pennelli
indagando la magia che risiede nel lato
più occulto, più semplice delle cose.

L’uomo sanguinava a gocce lente
fuggendo tra le parole che si accreditano
dove non ci sono occhi né tatto che possano afferrarle
se non dopo aver minato tutti i 
percorsi.

Il tempo continuò ad aprirsi tra loro come
una ferita
che cercavano invano di chiudere, almeno di fermare.
Una di quelle volte – l’ultima – che riuscirono
a unirsi
scoprirono un roseto.
Il roseto viveva tra le pietre.
Tra le pietre il fusto si ergeva, si perdeva
cercando il suo sangue nessuno calcola in quale terra,
a quale distanza.
E aveva rose che sembravano spari sul punto di
uscire.

La donna dei problemi e l’uomo dei
problemi allora si guardarono
e ognuno prese la sua rotta, convinti
che l’amore non indugia sulle piccolezze.

Giugno 1979

(da: Preferisco quelli che cantano)
 
La raccolta PREFERISCONO QUELLI CHE CANTANO – da me tradotta - è  reperibile GRATIS su AMAZON insieme a OGNI GIORNO MUOIO 24 ORE e LA PATRIA E’ UN’ARANCIA: http://www.amazon.it/Preferisco-quelli-cantano-giorno-muoio-ebook/dp/B00GLD2Z1M

lunedì 11 aprile 2016

Felix Luis Viera, poeta d'amore


Vuelvo a la habitación 401
de Félix Luis Viera


para Luis Becerra Prego


Si estuviera Alicia nuevamente
poniéndose delante de mis ojos los zapatos
(sus gestos de espuma a punto de incendiarse)
aún con la humedad del baño en la mirada

Si estuviera aquel amigo con aquella
(la que parecía un destello entre la luz),
las cuatro copas espaciando las palabras,
las lámparas flotando entre la música

Si estuvieran los que no están aquellas ganas
de convertir en frutas todos los objetos,
de hacer volar hacia el balcón las olas
con nuestras mágicas varillas.

¿Pero qué persigues
clamando lo que fue?
¿Qué
poniéndote melancólico
como el que usurpa un territorio de su sangre?

Si ya se sabe
que no podrás
bañarte dos veces en el mismo río, ¿qué
resuelves
llamando las aguas que se fueron?


Junio de 1979

tTatto dalla raccolta Prefiero lo que cantan - tradotta da Gordiano Lupi edita da Il Foglio Letterario come e-book gratuito, scaricabile da Amazon.
 
 

 

Torno alla stanza 401

Traduzione di Gordiano Lupi


per Luis Becerra Prego

Se ci fosse Alicia nuovamente
che si metteva davanti ai miei occhi le scarpe
(i suoi gesti di schiuma sul punto d’incendiarsi)
ancora con l’umidità del bagno nello sguardo.

Se ci fosse quell’amico con quella
(lei che pareva un lampo nella luce),
le quattro coppe che diradavano le parole,

le lampade che si percepivano tra la musica.

Se ci fossero  coloro che non ci sono, quella voglia  

di trasformare in frutti tutti gli oggetti,
di far volare verso il balcone le onde

con le nostre magiche bacchette.

Ma perché insisti
a rievocare quel che è stato?
Perché
diventi malinconico
come chi usurpa un territorio del suo sangue?

Se già sappiamo
               che non potrai

bagnarti due volte nello stesso fiume,  cosa
        risolvi
evocando le acque ormai perdute?


Giugno del 1979

Pubblicata in spagnolo da http://www.ellugareno.com/2016/04/vuelvo-la-habitacion-401-un-poema-de.html

martedì 15 marzo 2016

Ordine di Felix Luis Viera

Orden
Di Felix Luís Viera

 
Zaidi, he dado la orden para que no solo en abril,
sino siempre
estén florecidos los árboles de ese parque
cuyas flores rosa claro
maduran en ese mes y tienen
apariencia de cúpulas
y revientan
penden en los ramos, caen
interminablemente en el cemento
(verbena rosa claro en el cemento).

 
He dado la orden para que no solo en abril
sino siempre, florezcan esos árboles, pendan,
caigan sus flores.

 
He dado la orden
únicamente por complacerte a ti.

 
Abril de 1986

 
 

Ordine
Traduzione di Gordiano Lupi

 
Zaidi, ho dato ordine che non solo d’aprile,
ma sempre
siano fioriti gli alberi di quel parco
i cui fiori rosa chiaro
maturano in quel mese e hanno
apparenza di cupole
ed esplodono
pendono dai rami, cadono
senza sosta nel cemento
(verbene rosa chiaro nel cemento).

Ho dato ordine che non solo in aprile
ma sempre, fioriscano quegli alberi, pendano,
cadano i loro fiori.

Ho dato ordine
unicamente per compiacerti.
 

Aprile 1986

mercoledì 17 febbraio 2016

Premio Cipressino d'Oro


KIWANIS INTERNATIONAL

DISTRETTO ITALIASAN MARINO 

DIVISIONE TOSCANA 

KIWANIS CLUB FOLLONICA

A.S. 2015 – 2016 

Premio Nazionale di Poesia

‘CIPRESSINO DORO 

Bonesini for Kiwanis

IV  Edizione
 

Il Kiwanis Club Follonica e lartista Gian Paolo Bonesini indicono la IV Edizione del Premio Nazionale di Poesia Cipressino dOro indirizzato a tutti coloro che intendano cimentarsi in un componimento poetico sul tema
 

Bambini in cammino‘ 
 Il Premio è istituito allo scopo di promuovere e incoraggiare la diffusione degli ideali kiwaniani diretti
al servizio  dei bambini del mondo per rendere un servizio altruistico e costruire una comunità migliore, con delle più ottimistiche aspettative di crescita e di sviluppo per i bambini ed i giovani. 
In particolare si vuol sensibilizzare quanto piu' possibile lettori e scrittori su:
 

bambini che fuggono dal proprio Paese per la guerra, la fame, le persecuzioni. Accompagnati dai genitori o affidati a parenti e conoscenti, arrivano in Paesi che non li vogliono e li respingono.

E sul fondo del mare per molti finisce il viaggio, insieme con la vita.

La partecipazione è gratuita.

Il vincitore ed i primi venti classificati  saranno individuati da unapposita Commissione.

Il primo premio è rappresentato da una scultura dellartista Gian Paolo Bonesini.

Sono previsti riconoscimenti per i primi venti classificati.

Dalla stessa commissione saranno individuati anche ulteriori dieci o piu' classificati ai quali andranno premi minori.

Infine verranno consegnati Attestati di Partecipazione a  tutti i Compositori che saranno presenti alla premiazione e non rientrano fra i primi trenta classificati. 

Nel Regolamento riportato di seguito è possibile ottenere tutte le informazioni utili.

 

Si potranno chiedere informazioni anche  allindirizzo e-mail: follonica@kiwanis.it

o al numero: 347 6754324 (Segretario  Kiwanis Club Follonica e Responsabile del Premio Nazionale di Poesia) Loriano Lotti.

 

REGOLAMENTO


Art. 1

Il Premio di poesia ineditaCIPRESSINO DOROè aperto a tutti gli Autori che intendano comporre testi poetici in lingua italiana sul seguente tema di riferimento:

Bambini in cammino‘


I testi dovranno essere inediti (fino al giorno della consegna) e non premiati in altri concorsi letterari, pena lesclusione.

Ogni Autore potrà inviare fino a tre opere, in versi liberi o in metrica, scritte a macchina o al computer, recanti su ogni copia la propria firma autografa e lindicazione di nome, cognome, indirizzo, e-mail.

La partecipazione è a titolo gratuito.

Art. 2

Per poesie inedite si intendono componimenti poetici che non abbiano ricevuto pubblicazione editoriale.

art. 3

Oltre ai componimenti poetici, i partecipanti dovranno inviare alla Segreteria del Premio la scheda dadesione qui allegata, debitamente compilata con i dati richiesti e sottoscritta.

art. 4

Liscrizione potrà avvenire sia tramite e-mail che a mezzo posta.

Il termine per le iscrizioni e consegne elaborati è fissato a Lunedi'  11  Aprile 2016 (salvo proroghe); a seconda delle modalità adottate farà fede il timbro postale o la data di invio telematico.

INVIO TELEMATICO - Per linvio tramite e-mail delle opere e della scheda di adesione lindirizzo è il seguente: follonica@kiwanis.it 

INVIO POSTALE - Econsentita anche la modalità di iscrizione con spedizione di tutti i documenti richiesti (testi, scheda di adesione) a mezzo posta a proprie spese.

Lindirizzo postale è il seguente:

PremioCipressino dOro

KIWANIS CLUB  FOLLONICA - Via Lamarmora, 62 (C/O Loriano Lotti)

58022 FOLLONICA (GR)

art. 5

La cerimonia di premiazione e di proclamazione dei vincitori verra' effettuata nel pomeriggio e nella  serata di Sabato 07 Maggio 2016 (salvo proroghe), a Follonica (GR) nel luogo che verrà preventivamente comunicato agli interessati.

Art.6

Coloro che rientreranno nella graduatoria dei primi classificati verranno contattati telefonicamente al massimo entro il 30 Aprile 2016.

art. 7

La partecipazione al Premio implica la piena ed incondizionata accettazione di questo regolamento e la divulgazione del proprio nome, cognome e premio vinto su qualsiasi pubblicazione.

Per liscrizione non si accettano pseudonimi, nomi di fantasia o diversi dalla reale identità dellAutore, previa invalidazione delliscrizione.

Non è  prevista la restituzione dei lavori e della documentazione inviati.

art. 8

Coloro che risulteranno nella classifica dei vincitori si devono impegnare a garantire la propria presenza o di persona delegata alla Cerimonia di premiazione che si svolgera' a Follonica (GR), con spese a proprio carico.

Non e' previsto l'invio del premio per posta o corriere

Ea carico dei partecipanti lonere di informarsi circa tutti gli aggiornamenti  concernenti il Premio, contattando direttamente la Segreteria del Premio via e-mail ( follonica@kiwanis.it)   o al numero 3476754324 (Loriano Lotti)

 LOrganizzazione non potrà dirsi in alcun caso responsabile per una mancata comunicazione.

art. 9

Le opere saranno valutate a giudizio insindacabile e inappellabile della Giuria.

I nominativi dei componenti la  Giuria  saranno comunicati  prima della Cerimonia di premiazione.

art. 10

Il primo premio consiste in una scultura dellArtista GIAN PAOLO BONESINI.

Sono previsti inoltre  riconoscimenti per i primi venti classificati.

Sono previsti infine anche riconoscimenti minori ai secondi dieci o piu' classificati

Letto, accettato e sottoscritto 

__________________________________

LUOGO E DATA 

______________________________________

FIRMA DELLINTERESSATO/A

 

Premio nazionale di Poesia

CIPRESSINO DORO

Bonesini for Kiwanis

 

SCHEDA DI ADESIONE


 

 

(La preghiamo di compilare il modulo sottostante)

 

Cognome:__________________________________________________________

 

Nome:_____________________________________________________________

 

Via:____________________________________________________________

 

C.A.P.:____________

 

Città:_______________________________ Provincia:___________________

 

Tel:__________________________   Cell:____________________________

 

Email:____________________________________________________________

 

Fax:___________________

 

Partecipo al PremioIl Cipressino dOro con i seguenti elaborati (titoli):

 

1)______________________________________________

2)______________________________________________

3)______________________________________________

 

N° __ poesia/e in lingua italiana composta/e tenendo presente il seguente tema di riferimento:

“Bambini in cammino

Il/la sottoscritto/a con la presente accetta le norme del Regolamento e dichiara che le opere poetiche con le quali partecipa al Premio sono inedite e produzione del suo esclusivo ingegno.

 

Luogo e data di nascita  

__________________________________________                                  

 

N°Carta di identità - Località e data di emissione

_________________________________________    

 

Firma

_________________________________________

                                                                            

Accetto che, ai sensi del D.Lgs. 196/03, i miei  dati siano utilizzati ai soli fini promozionali. Dichiaro inoltre di accettare tutte le norme espresse nel regolamento. In caso di iscritto minorenne la firma dovrà essere apposta da chi ne esercita la potestà genitoriale.

 

Firma