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giovedì 26 novembre 2015

Quel gran genio della blogger

 

Il discorso politico a Cuba s'è arenato
dice la blogger che m'aveva incastrato.
Intanto lei è in gita in Perù.
Come mai va fin laggiù?

Sì, viaggiare...
evitando le buche più dure
senza per questo cadere
nelle tue paure.

Quel gran genio della blogger
lei saprebbe cosa fare
con un telefonino in mano
fa miracoli!

Se ne andrebbe in Uruguay
forse in cerca di guai
dove adesso pare sia
la blogger della vita mia.

Lei si dice di sinistra
ma mica fidelista,
e non è contraddittoria
ribadisce senza noia.

Il discorso politico a Cuba s'è arenato.
Ma che me frega, tanto m'han pagato!
Adesso smaschero la dittatura
che non mi fa mica paura!

Viva la Repubblica del dinero,
vengo in Italia, almeno ci spero,
torno a scrivere sul giornale
se no finisce che mi sento male.

Adesso bevo un bel Pampero
e mi sogno un marinero
che mi porti via...
dove vuole la Cia.
 
 

mercoledì 20 febbraio 2013

Yoani Sánchez davanti al Senato brasiliano



20 febbraio 2013 - Yoani Sánchez ha chiesto davanti ai senatori brasiliani la fine dell’embargo commerciale degli Stati Uniti nei confronti di Cuba. Al tempo stesso si è detta favorevole alla liberazione delle cinque spie cubane (che il regime chiama eroi) che stanno scontando la loro pena detentiva negli Stati Uniti. “Il governo cubano deve smettere di spendere denaro per organizzare una campagna finalizzata al loro ritorno sull’Isola”, ha detto la blogger. Yoani ha risposto anche a una domanda insidiosa sulla base navale di Guantanamo, posta da un deputato di sinistra. “Non sono d’accordo, da cittadina, che esista un luogo dove non si rispetta la legalità”.

I deputati brasiliani di tutti i partiti si sono scusati per le proteste messe in scena da una minoranza nei confronti della sua presenza. Qualche deputato è giunto ad affermare che Yoani Sánchez è il volto che, in breve tempo, prenderà il comando politico dell’Isola.

In sintesi l’intervento di Yoani.


Embargo

“Sono contenta delle vostre domande perché mi permettono di rispondere a molte campagne di diffamazione. La mia posizione sull’embargo è chiara: deve finire prima possibile. Lo dico da sempre, in tutte le interviste, ogni volta che mi è stato chiesto ho risposto in questo modo. Deve terminare perché rappresenta un’ingerenza esterna per cambiare una situazione che soltanto il paese interessato deve poter modificare. In secondo luogo non è servito a niente. Se l’idea originale era quella di creare scontento nella popolazione per favorire una ribellione che portasse al cambiamento, non ha funzionato. Come metodo di pressione è un totale fallimento. Terzo motivo, non ultimo in ordine di importanza, non deve più rappresentare una scusa per i fallimenti economici del governo cubano e il motivo per giustificare la repressone politica e sociale”.

Cinque eroi

“Sul problema dei cinque membri del Ministero degli Interni che si trovano nelle carceri nordamericane, dobbiamo chiarire che non erano cinque, perché la Rete Avispa di spionaggio era composta da una dozzina di persone. Questa va detto, perché il resto dei membri ha collaborato con i tribunali ed è stato messo in libertà. Soltanto 5 di loro sono ancora in prigione. Il governo del mio paese sta spendendo molti soldi per finanziare viaggi per il mondo, acquistare spazi sulla stampa internazionale per diffondere la posizione ufficiale, inoltre si perdono molte ore scolastiche per parlare di queste cinque persone. Preferirei che i cinque agenti segreti venissero liberati, così finirebbe il grande sperpero di risorse e le casse dello Stato tirerebbero un sospiro di sollievo. Potremmo risparmiare denaro e impiegarlo per risolvere i veri problemi che sono sul tappeto”.

La vignetta è di Garrincha
- E questi chi sono?
- I mercenari dell'Avana

Guantánamo

“Sono una persona che ama il rispetto della legalità, quindi non posso essere d’accordo che esista un luogo dove non viene rispettata”.

Il finanziamento del suo tour

“Sono venuta in Brasile con un biglietto economico acquistato grazie alle offerte pervenute via Internet da diversi blogger delle reti sociali. Tutto si può verificare nella pagina web del documentario di Dado Galvao. Me ne vado dal Brasile grazie a un biglietto pagato da Amnisty Internacional che mi permetterà di raggiungere l’Europa, dove parteciperò a un festival di cinema ad Amsterdam che ha per tema i diritti umani. Da lì andrò a New York, invitata da diverse università che finanzieranno il mio soggiorno. Quando andrò in Spagna, sarà il congresso di reti sociali i-Redes, dove vinsi un premio che non ho mai potuto ritirare, a pagare il biglietto. Di ritorno in America, andrò in Florida. Mia sorella, tecnica di farmacia, pagherà il biglietto. Quindi viaggio gratis grazie alla solidarietà di tante piccole persone come me”.

La blogger cubani è stata ricevuta da un centinaio di deputati per una riunione che alcuni simpatizzanti castristi non hanno gradito, visto che sono rimasti a gridare offese e slogan all’esterno del Senato. I deputati hanno difeso Yoani dalle critiche e alcuni di loro si sono detti certi che la blogger in breve tempo “assumerà il comando dell’Isola”, perché “può rappresentare il futuro di una nuova Cuba in un regime democratico”.

Gordiano Lupi

martedì 19 febbraio 2013

Yoani Sánchez bloccata dai filocastristi



Manifestazioni inscenate da gruppi filo castristi brasiliani hanno impedito la realizzazione del primo evento al quale avrebbe dovuto partecipare Yoani Sánchez, autrice del blog Generación Y. A Feira de Santana (Recife), gli organizzatori hanno dovuto sospendere la proiezione del documentario Conexión Cuba-Honduras, che comprende un’intervista alla Sánchez, perché militanti di alcuni partiti di sinistra hanno sabotato l’evento. Il documentario, diretto da Dado Galvao, parla della limitazione della libertà di espressione, mentre il regista fa parte di un gruppo di attivisti che da tempo cerca di far uscire la blogger dal suo paese. Cinquanta manifestanti hanno esibito cartelli in difesa del governo dei Castro, occupando la sala del Museo del Saber, dove il documentario avrebbe dovuto essere presentato, gridando slogan castristi al fine di impedire qualsiasi dibattito. Al grido di “Sánchez traditrice” e “Viva la Rivoluzione”, hanno impedito alla blogger cubana di parlare e hanno obbligato gli organizzatori ad annullare l’evento. I manifestanti esibivano bandiere del Partido de los Trabajadores (PT) e del Partido Comunista do Brasil (PCdoB).

Yoani Sánchez ha accettato di discutere con i manifestanti, ma le è stato permesso di pronunciare solo poche parole, quindi è stata di nuovo interrotta dalle grida. “Dopo aver taciuto per molto tempo, dopo aver vissuto in una società nella quale la maggioranza dei miei compatrioti aveva scelto di non parlare a voce alta, un bel giorno non ho resistito e ho deciso di creare un blog. Generación Y è il nome del blog, che racconta la vita quotidiana a Cuba. No ha slogan, perché non mi piacciono gli slogan”, ha detto Yoani Sánchez. Ha detto a coloro che l’accusavano di appoggiare l’embargo statunitense nei confronti dell’Isola che non è vero: “Potete cercare su Google il mio nome e troverete molte dichiarazioni favorevoli alla fine del blocco economico”. Yoani ha aggiunto: “L’embargo è la causa di molti problemi. Io ho detto che per colpa dell’embargo ci sono molti servizi Internet che non possiamo usare, ma è anche vero che a Cuba non c’è un maggior accesso a Internet per decisione politica del governo cubano”. Molti slogan ingiuriosi hanno accolto queste parole, i manifestanti hanno gridato a più riprese: “Venduta” e l’hanno accusata di ricevere finanziamenti dal governo statunitense.


Il filmato del poco che è risucita a dire

A Salvador de Bahía l’accoglienza dei filocastristi non è stata migliore. Yoani è stata ricevuta da alcuni scalmanati che mostravano foto di Fidel Castro e Che Guevara, chiamandola “mercenaria” e “agente della CIA”. “Me lo aspettavo. Sapevo che tutto questo sarebbe potuto accadere, fin dal primo momento”, ha commentato Yoani in una sala del museo dove è stata condotta per allontanarla dai manifestanti. “Ho atteso un anno per venire a vedere la pellicola di Dado (Galvao), ma purtroppo mi è stato impedito”, ha aggiunto la blogger. Pare che L’Avana abbia messo in atto un piano per controllare tutti i passi della dissidente, diffamarla e boicottare le sue attività.
Gordiano Lupi