sabato 28 aprile 2012

Como fue?


Omar Santana su El Nuevo Herald - Scintilla d'amore tra Chiesa e regime cubano. Il cardinale Ortega e Raul Castro intonano il famoso bolero di Duarte Como fue. "Come fu... non so dirti come fu ... non so spiegarti cosa accadde, ma di te mi innamorai...". Roberto Vecchioni tradurrebbe in italiano con le note di Stranamore: "Forse non lo sai ma pure questo è amore!". In ogni caso è sbocciata la passione tra pseudo-comunismo e pseudo-cristianesimo. Il potere va sempre d'accordo con altre forme di potere. Noi siamo a fianco della chiesa combattente, apprezziamo i preti di campagna alla Padre Conrado, le persone che sostengono il popolo che soffre, non certo con le gerarchie ecclesiastiche che definiscono delinquenti i cittadini che occupano una chiesa per reclamare i loro ditritti. Pasolini docet.

Il servilismo della Chiesa cubana


Tratto dalla rivista satirica Guamà

giovedì 26 aprile 2012

Perché José Daniel?

di Yoani Sanchez
www.lastampa.it/generaciony


Sapeva che sarebbero andati a prenderlo. Quando parlai per la prima volta – telefonicamente - con José Daniel Ferrer, mi resi subito conto che si trattava di una persona eccezionale. Poco tempo dopo conversammo intorno al tavolo di casa nostra e la mia impressione fu confermata ulteriormente. Mentre fuori calava la notte, l’uomo di Palmarito del Cauto ci narrò gli anni vissuti in prigione dalla Primavera Nera del 2003 fino alla metà del 2011. Le botte, le denunce, i prigionieri che lo chiamavano con rispetto “il politico” e anche i carcerieri che cercavano di piegarlo con la forza. Passammo alcune ore ascoltando quegli aneddoti, che raccontavano l’orrore ma anche veri e propri miracoli. Come quando riuscì a nascondere nelle crepe della parete una piccola radio che fu la sua proprietà più preziosa fino a quando lui stesso la fece a pezzi lanciandola contro il pavimento, alcuni secondi prima che un ufficiale gliela confiscasse.

José Daniel, il leader dell’Unione Patriottica di Cuba (UNPACU), rappresenta oggi la principale preoccupazione della Sicurezza di Stato nella parte orientale del paese. Occupa quel posto – ammirabile ma pericolosissimo – anche perché ogni sua parola sprigiona onestà e determinazione. Uomo semplice, giovane, diplomatico, è riuscito a rinvigorire un movimento dissidente sempre più stremato dalla repressione e dall’esilio di una parte dei suoi membri. Il suo carisma da trascinatore e il rispetto che molti dimostrano verso di lui, deriva anche dalla sua perseveranza e soprattutto dal fatto che è più propenso alla comprensione che alla sfiducia. Si è trasformato in un uomo – ponte tra diversi progetti civici e ciò lo rende, in questo periodo storico, una pietra appuntita dentro lo stivale del governo cubano.

Questo instancabile abitante di Santiago è detenuto da 23 giorni. Non è più in grado di muoversi per le strade montuose che collegano i municipi della sua regione, non può concedere interviste, né inviare messaggi a Twitter dal suo telefono mobile. Lunedì scorso si è dichiarato in sciopero della fame nella stazione di polizia dove viene tenuto isolato da ogni comunicazione. Non hanno ancora detto a sua moglie, Belkis Cantillo, quanto tempo dovrà passare agli arresti, né se a suo carico verranno presentate imputazioni. Noi che siamo suoi amici abbiamo un brutto presentimento. José Daniel Ferrer è diventato un vero e proprio trascinatore, al punto di spaventare le autorità cubane, che per questo motivo lo puniranno duramente. Lo temono, perché può fare in modo che il titolo di “città eroica” di Santiago de Cuba, acquisti un significato in sintonia con i tempi.

Traduzione di Gordiano Lupi

mercoledì 18 aprile 2012

Dedicatoria/ Dedica

de Octavio Armand (Caracas)


A la llama porque huye hacia arriba;
a la sombra porque cae sin hacer ruido;
a las mujeres que cuerpo a cuerpo
he conocido en cuerpo y alma


y a las que a mí me han conocido
cuerpo a cuerpo en cuerpo y alma,
que quizá no sean tantas, o no las mismas;
a la espina que hiere y al pétalo que duele;


a los amigos que han aprendido a quererme
a pesar de las lecciones, tan difíciles;
a los pájaros, esas noticias del cielo;


a ti que lees estas palabras confiando
que quieren decir lo que dicen;
y a quien en vano las escribe para huir


hacia arriba o caer sin hacer ruido.


Caracas, 3 de mayo 2008.

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Octavio Armand nació en Guantánamo en 1946. Entre otros libros de poemas, ha publicado Cosas pasan (Monte Avila Editores, Caracas, 1977), Biografía para feacios (Pre-Textos, Valencia, 1980) y Son de ausencia (Casa de la Poesía Pérez Bonalde, Caracas, 1999). Este poema pertenece al libro Clinamen (Kalathos, Caracas, 2011).


Dedica

di Octavio Armand (Caracas)


Alla fiamma perché fugge verso l’alto;
all’ombra perché cade senza fare rumore;
alle donne che corpo a corpo
ho conosciuto in corpo e anima


e a quelle che mi hanno conosciuto
corpo a corpo in corpo e anima,
che forse non sono tante, o non sono le stesse;
alla spina che ferisce e al petalo che duole;


agli amici che hanno imparato ad amarmi
nonostante le lezioni, così difficili;
agli uccelli, messaggeri del cielo;

a te che leggi queste parole confidando
che vogliono dire ciò che dicono;
e a chi invano le scrive per fuggire


verso l’alto o cadere senza fare rumore.


Caracas, 3 maggio 2008

Traduzione di Gordiano Lupi
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Octavio Armand, Guantanamo (Cuba), 1946. Tra gli altri libri di poesia, ha pubblicato Cosas pasan (Monte Avila Editores, Caracas, 1977), Biografía para feacios (Pre-Textos, Valencia, 1980) e Son de ausencia (Casa de la Poesía Pérez Bonalde, Caracas, 1999). Questa poesia fa parte del libro Clinamen (Kalathos, Caracas, 2011).

Nuove polemiche sull'embargo USA contro CUBA




L'embargo statunitense nei confronti di Cuba scatena sempre polemiche. L'esilio cubano a Miami è insorto di fronte alle dichiarazioni del leader democratico Jeff Bingaman, che ha chiesto di modificare la politica nordamericana nei confronti di Cuba, di abolire l'embargo e di ristabilire relazioni diplomatiche con l'Isola. "Non dobbiamo più permettere che la nostra politica verso Cuba sia dettata dalla comunità cubanostatunitense, ma dobbiamo pensare agli interessi nazionali", ha detto Bingaman.

Ninoska Pérez Castellón, giornalista di Radio Mambí e membro del Consejo por la Libertad de Cuba, che ha sede a Miami, non è d'accordo. A suo parere l'embargo andrà mantenuto sino a quando Cuba non concederà le libertà fondamentali ai suoi cittadini e darà prova di non avere rapporti con paesi che finanziano il terrorismo.

Il governo cubano ritiene che l'embargo rappresenti un grave danno economico per lo sviluppo dell'Isola e calcola i danni economici diretti in oltre 104 milioni di dollari. I detrattori dell'embargo replicano che, come strumento di politica estera, la misura serve solo come scusa al governo cubano per giustificare il fallimento del modello economico e la situazione di indigenza in cui vive la popolazione. L'embargo è cominciato nel 1962 con la presidenza del democratico John Kennedy. Potrà essere derogato dal Congresso USA quando il governo cubano darà prova di aver compiuto tre passi fondamentali: libertà dei prigionieri di coscienza, riconoscimento dei diritti umani e legalizzazione dei partiti politici. Le sanzioni contro il regime dei Castro sono state rafforzate nel 1992 dalla Legge per la Democrazia a Cuba (Legge Torricelli) e nel 1996 dalla legge di libertà e Solidarietà con Cuba (Legge Helms-Burton), che ha fissato condizioni ancora più difficili per eliminare l'embargo.

Gli argomenti dell'esilio cubano in favore del mantenimento del blocco economico sono sempre gli stesi: Cuba è un paese che non rispetta i diritti umani, ogni giorno vengono arrestati dissidenti, non esiste alcuna libertà individuale e non sono in vista cambiamenti in senso democratico.

La posizione intermedia sarebbe la migliore, come da tempo predica Yoani Sanchez: "Gli USA tolgano l'embargo e il governo Cubano - contemporaneamente - legalizzi i partiti politici, indica libere elezioni e conceda diritti umani alla popolazione". Cambiare è possibile...

Gordiano Lupi

martedì 17 aprile 2012

Andrés Carrión di nuovo arrestato



Le autorità cubane hanno arrestato ancora una volta Andrés Carrión, il giovane dissidente che gridò “Abbasso il comunismo!” durante la messa di Papa Benedetto XVI a Santiago de Cuba.
Carrión, che fu arrestato il 26 marzo, era stato liberato domenica scorsa con l’avvertimento di non concedere interviste a mezzi di stampa stranieri e di non incontrare altri oppositori.

Carrión, 38 anni, laureato in materie economico – politiche, attualmente disoccupato, venne percosso da un presunto barelliere della Croce Rossa e subito dopo arrestato dalla polizia, per aver gridato slogan anticomunisti in Piazza Antonio Maceo a Santiago de Cuba, mentre il Papa stava officiando una delle due messe previste in territorio cubano.

Ieri sera Andrés Carrión è stato di nuovo arrestato, insieme al giovane dissidente Anyer Antonio Blanco Rodríguez, e adesso sono entrambi detenuti presso la sede della polizia nota come Versalles, a Santiago de Cuba. Ana Celia Rodríguez, madre di Blanco Rodríguez, ha confermato che i due dissidenti si erano incontrati con un gruppo di oppositori per realizzare una protesta volta a chiedere la liberazione di José Daniel Ferrer García.

Andrés Carrión aveva anche rilasciato un’intervista a Radio Martí nella quale affermava: “Ho gridato ciò che tutti i cubani sentono dentro ma non hanno il coraggio di esprimere. La visita del Santo Padre era il momento migliore per farlo. Molte persone si sono avvicinate a me e molti mi hanno appoggiato. Tutto il popolo cubano pensa e mormora a voce bassa le stesse cose che io ho avuto il coraggio di gridare in una pubblica piazza”.

Vignetta di Jardim su El Nuevo Herald
Fidel Castro ride mentre vede Obama in TV al VI Incontro dei Paesi Americani

Gordiano Lupi

La fantastica sanità cubana



Omar Santana su El Nuevo Herald

OSPEDALE
Un turista simpatizzante del regime fotografa un ospedale fatiscente.
Altro turista simpatizzante abbracciato a una jinetera cubana: - "Mi raccomando, riprendi da qui verso l'alto!"