venerdì 4 aprile 2025

I libri di Gordiano Lupi - Terza Puntata

Due romanzi fuori commercio 

Si tratta di due romanzi di ambientazione cubana, scritti e pubblicati tra il 2001 e il 2002. Il mistero di Incrucijuda (Prospettiva, Civitavecchia) è un horror che racconta la leggenda di una strega ed è stato ripubblicato nel volume (ancora in commercio) Orrori tropicali (Il Foglio Letterario) con il titolo Encrucijada. Il secondo è un noir sempre di ambiente cubano che racconta la storia di un serial killer di prostitute: Il giustiziere del Malecon (Prospettiva, Civitavecchia) e non è stato mai ripubblicato. Ebbero entrambi molta buona critica, ma si sa che al giorno d'oggi non bastano le recensioni per vendere. 










Recensione del giustiziere su Scheletri: https://www.scheletri.com/libri/libri0024.htm




La chiesa maledetta (un racconto): https://www.scheletri.com/racconto0010.htm

Il libri di Gordiano Lupi - Seconda Puntata

 

Nero tropicale - Terzo Millennio - Caltanissetta, 2003 - euro 11,00 – pag. 290 – ripubblicato nel 2011 da Il Foglio

Contiene i racconti: Sangue tropicale, La vecchia Ceiba, Parto di sangue, Il sapore della carne e l’inedito Nella coda del caimano. Un libro che vi farà conoscere il lato oscuro di Cuba, ma pure le tradizioni di un popolo e la vera vita della sua gente. Santería, riti magici, orrore e mistero si uniscono a formare un affresco completo sulla realtà della Cuba del periodo speciale. Il volume raccoglie quattro racconti lunghi e il romanzo breve inedito Nella coda del caimano. Ristampato nella raccolta anche l’esaurito Sangue tropicale (oltre tremila copie vendute dalle Edizioni Il Foglio). La storia delle misteriose apparizioni tra le acque di un fiume ai confini del mondo. Consigliato da Almanacco della Paura di Dylan Dog edizione 2003.


La copertina della prima edizione (Terzo Millennio, 2003)


La copertina del libro ancora in commercio (Il Foglio Letterario, 2011)


Sangue tropicale ha avuto un'edizione autonoma come allegato al Foglio Letterario nel 2001



La recensione al libro su SCHELETRI.COM: https://www.scheletri.com/libri/libri0450.htm (Matteo Mancini)

La recensione di Carmilla on line:  https://www.carmillaonline.com/2003/10/22/gordiano-lupi-nero-tropicale/ (Daniela Bandini)

La recensione di Fantascienza.com: https://www.fantascienza.com/3760/lupi-tropicale









I libri di Gordiano Lupi - prima puntata

I PRIMI QUATTRO LIBRI e UN RACCONTO LUNGO (1998 - 2002)

Lettere da lontano – Il Foglio, 2004 – pag. 70 – euro 7,50  (ristampa originale del 1998)

È il primo libro di Gordiano Lupi, edito da Tracce nel 1998, ormai introvabile in edizione originale. Ristampato in edizione integrale e per niente riveduta. Lettere da lontano è una raccolta di dodici racconti che parlano di solitudine, mare, tramonti, gabbiani e ricordi di giovinezza. Per chi apprezza le storie romantiche venate da un filo di malinconia. Il libro è servito da base, nel 2014, per scrivere Calcio e acciaio - Dimenticare Piombino, opera più matura, presentata al Premio Strega. 









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L’età d’oro – Il Foglio, 2001 - euro 5,00 – pag. 82                                                             

Tre racconti per ragazzi adatti a un pubblico di ogni età. Si comincia con la favola di un gabbiano solitario che incontra l’amore. Si affronta il tema della diversità. Poi abbiamo un viaggio in Brasile, a Bahia, alla foce del fiume Cobre, dove miseria e privazione sono sinfonia del quotidiano. Juanito diventerà grande e riscatterà una vita di sofferenze. Infine la storia di un amicizia tra un bambino e un gabbiano. Filo conduttore: la difficoltà di crescere. Questo libro è servito come base nel 2016 per scrivere Miracolo a Piombino - Storia di Marco e di un gabbiano, opera più matura, presentata al Premio Strega, che è piaciuta anche a Pupi Avati. Una curiosità: la copertina di questo libro (che a Piombino nel 2000 è stato letto da molti alunni delle scuole elementari) ricalca identica copertina del famoso testo di José Martì, libro rivista che ha accompagnato l'infanzia dei bambini cubani.







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Per conoscere Aldo Zelli – Il Foglio, 2002 – euro 10,00 – pag. 300

A dieci anni dalla scomparsa di Aldo Zelli, le Edizioni Il Foglio pubblicano la seconda edizione di un libro che contiene la biografia completa del grande scrittore per ragazzi: la sua infanzia in Libia, il periodo trascorso nel campo di concentramento, la scelta di stabilirsi definitivamente a Piombino. Catalogo completo e ragionato di tutta la sua produzione edita in oltre trent’anni di attività. Non solo. Un’intera sezione del volume è dedicata agli inediti. Copertina originale di Elena Migliorini che ritrae lo scrittore circondato dai suoi personaggi più famosi.

Amazon: https://www.amazon.it/conoscere-Zelli-grande-scrittore-ragazzi/dp/8888515011

IBS: https://www.ibs.it/per-conoscere-aldo-zelli-vita-libro-gordiano-lupi/e/9788888515014?srsltid=AfmBOoqn5jUiAXbi5u4JgUT8jQHhKan8aimCUNgDRk-2BjWVD1h7Ioea

Feltrinelli: https://www.lafeltrinelli.it/per-conoscere-aldo-zelli-vita-libro-gordiano-lupi/e/9788888515014?srsltid=AfmBOoonlwqt1kH1wSu42luUH6UcZuFSXJDhNB5XlhMga0Cf5vxaljZ4

Chi era Aldo Zelli, lo trovate su Wikipedia: https://it.wikipedia.org/wiki/Aldo_Zelli


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Le ultime lettere di Pilvio Tarasconi –Il Foglio, 2002 - euro 7,00 – pag. 70

(copertina di Gioma e vignette di Elena Migliorini, Dalmazio Frau, Andrea di Carpegna). Un libro insolito di Lupi che utilizza gli strumenti della narrativa fantastica e noir per costruire un divertente affresco fantapolitico. Pilvio Tarasconi è il premier di Camelia ed è nel bel mezzo di un difficile contrasto sociale. Fernando Bassoli scrive su questo piccolo racconto: LA FANTASIA NON MANCA CERTO A GORDIANO LUPI, autore non solo capace di dar vita a romanzi di varia ambientazione ma anche di inventare personaggi e situazioni tragicomiche, palesemente ispirate alla realtà sociopolitica contemporanea. L’idea alla base di questo suo ultimo libro è stata realizzare una sorta di diario di Tarasconi-Berlusconi ad un anno dalla sua elezione a Presidente del Consiglio. Un bilancio in verità destinato a restare privato, con tanto di classificazione di buoni (in primis i giornalisti più servili ed allineati) e cattivi (i populisti in generale). La vicenda si svolge durante un arco di tempo limitato nell’isola di Camelia-Italia, uno Stato dove il capo del governo è padrone di tutta l’informazione televisiva e della carta stampata. Eletto democraticamente dai cittadini, senza bisogno di brogli o truffe, Pilvio Tarasconi è l’uomo di punta del Partito “Viva Camelia”, movimento politico che fa leva sui sentimenti sportivi di un popolo che, quando sente suonare l’inno nazionale, si ricorda d’aver vinto per tre volte i Campionati di calcio dell’arcipelago. Da un punto di vista estetico, Tarasconi si presenta come un uomo un po’ calvo, di bassa statura ma sempre sorridente ed affabile. La sua frase preferita è che la gente deve fidarsi di quello che fa perché chi lo ha fatto non se ne è mai pentito. La vita dell’iperattivo imprenditore-politico dall’ego ipertrofico sarebbe tranquilla, se non fosse perseguitato da una banda di populisti che non lo lascia lavorare in santa pace e dal figlio Pier Pilvio che lo tormenta con scherzetti di dubbio gusto… Gordiano Lupi, che ha il merito di sapersi calare negli scomodi panni del leader narrando in prima persona, passa in rassegna i singoli fatti e giunge alla conclusione che la storia ha una morale, anche se un po’ dura da digerire… Va precisato che risulta davvero spassosa la caratterizzazione della galleria di personaggi-caricature (Il ministro Scialoja diventa Sciabola, Tremonti è Duecolli, Emilio Fede è Giulio Fidato, Boss


IBS: https://www.ibs.it/ultime-lettere-di-pilvio-tarasconi-libro-gordiano-lupi/e/9788888515090?srsltid=AfmBOoowDb2keIVujTFSLZVZxQhmam082AgE_Gx3l_zlY8AP4HmOuQ05

LIBRACCIO: https://www.libraccio.it/libro/9788888515090/gordiano-lupi/ultime-lettere-di-pilvio-tarasconi.html

LIBROCO: https://www.libroco.it/dl/Lupi-Gordiano/Associazione-Culturale-Il-Foglio/9788888515090/Le-ultime-lettere-di-Pilvio-Tarasconi/cw42183893699850.html

Amazon: https://www.amazon.de/-/en/Gordiano-Lupi/dp/8888515097

Gianfranco Franchi scriveva: https://www.gianfrancofranchi.com/le-ultime-lettere-di-pilvio-tarasconi/

Fantascienza.com scriveva una mia incompletissima biografia: https://www.fantascienza.com/catalogo/autori/NILF19326/gordiano-lupi/

Qui lo scarichi GRATIS in PDF: https://www.ilfoglioletterario.it/download/le-ultime-lettere-di-pilvio-tarasconi/


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Un racconto lungo, nel 2002 uscì in formato libretto: Il palazzo. Il racconto è uscito poi su Cattive storie di provincia e in tempi molto recenti (2024) su Giallo Piombino. Lo ritengo una delle mie cose meglio riuscite come narrativa pure (che non sono più capace di scrivere). Vinse il Premio Città di Pescara nel 2001 (non era poco, tre milioni di vecchie lire, premiato da una giuria di studenti liceali) e fu pubblicato da Edizioni Clandestina nella raccolta Trasparente (2002).

Il disegno è di Elena Migliorini

Scheletri.com ne parla qui: https://www.scheletri.com/libri/libri0049.htm

IL PALAZZO - 

di Gordiano Lupi - pagine 36 - euro 2,00 - Edizioni Il Foglio/instantbook

Chi vive nel "Palazzo"? Quali storie si intrecciano nell'anonimo condominio di provincia? Quanti drammi si consumano ad ogni nostro respiro? Vicende di squallore quotidiano, di persone prive di sogni, apatiche e senza speranza che vegetano in una triste dimensione fin troppo reale, ai limiti dell'angosciante. Gordiano Lupi, in questo piccolo libro, ha riunito due grandi storie: "Il palazzo" e "Un Natale senza ricordi", due brevi opere che analizzano con spietato realismo il lato più oscuro e drammatico della vita umana. Un libro per riflettere e da leggere assolutamente. Voto: 8/9


Progetto Babele ne parlava: https://www.progettobabele.it/mostrarecensione.php?id=7026

Ci fecero anche un film che trovate qui (si vede malissimo): https://www.youtube.com/watch?v=_nWMXKpzH9w

Qui lo scaricate GRATIS in formato PDF: https://www.ilfoglioletterario.it/download/il-palazzo/

mercoledì 25 dicembre 2024

Natale con Il Foglio Letterario

Buon Natale con un capitolo da un romanzo che amo - Natale di provincia - https://www.quinewsvaldicornia.it/piombino-natale-di-provincia-calcio-e-acciaio.htm

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Luca (2021)
di Enrico Casarosa


Enrico Casarosa (1971) è un italiano nativo di Genova naturalizzato americano che ci rappresenta bene all’estero, dopo i geniali (e di successo)
L’era glaciale, Cars, Ratatouille, Up, Cars 2 e Gli incredibili 2, dirige il riuscitissimo Luca per Disney - Pixar, una sorta di omaggio alla sua terra natale. Soggetto originale del regista, la sceneggiatura viene affidata a Jesse Andrews e Mike Jones; basato su una storia di due giovani mostri marini (Luca Paguro e Alberto Scorfano) che scappano dalle profondità abissali, assumono sembianze umane, vivono in un paesino della riviera ligure, partecipano a una gara ciclistica, fanno amicizia, s’innamorano, quindi vengono odiati e combattuti, infine accettati dalla popolazione locale. Il film è ispirato all’infanzia del regista, l’epoca formativa anche di noi spettatori, nel suo caso vissuta in riviera, vicino alla natia Genova. Casarosa celebra l’amicizia, parla di diversità e di accettazione, fa dire alla nonna di Luca una frase emblematica come: “Ci sarà sempre qualcuno che non lo accetterà, ma lui ha dimostrato di saper scegliere con chi stare”. Il mostro marino deriva da antiche leggende italiane, una vera e propria mitologia, in questo caso è metafora di ogni diversità, persino dell’adolescenza, periodo in cui ti senti irrisolto e fatichi ad accettarti completamente. Il film è realizzato benissimo, grandi effetti speciali, colorazione limpida, molte citazioni cinematografiche (La strada, Vacanze romane …), colonna sonora straordinaria di Dan Romer che unisce pezzi italiani classici con motivi originali. Tra le tante canzoni italiane: Viva la papa col pomodoro, Un bacio a mezzanotte, Il gatto e la volpe, Andavo a cento all’ora, Tintarella di luna, Fatti mandare dalla mamma … Ambientazione italiana perfetta, protagonista assoluta la Vespa Piaggio, con alcune sequenze che riprendono la storica Lambretta, in una Liguria fine anni Cinquanta, primi anni Sessanta, riprodotta con sognante atmosfera. Personaggi azzeccati, sia i due amici che la ragazzina umana incontrata a Portorosso, come il padre Massimo;  convincente l’antagonista Ercole, il bullo del paese. Non poteva mancare la ricerca da parte dei genitori apprensivi che diventano umani quando il figlio scappa per rendersi conto che è cresciuto e che devono lasciarlo andare, libero di fare esperienze ed errori. Simbolica, dopo la rivelazione dell’identità da parte di Luca e Alberto, la sequenza dove due attempate signore fanno capire che anche loro sono mostri marini. Non appena qualcuno riesce a fare outing, in un modo o nell’altro, altri prendono coraggio e seguono identica strada. Il film non è mai uscito al cinema, ma direttamente sulla piattaforma Disney. Un piccolo gioiello di animazione che fa compiere un tuffo nel passato a base di pura nostalgia, non tanto per la Vespa, quanto per le spensierate vacanze anni Sessanta. Non perdetelo!

Regia: Enrico Casarosa. Soggetto: Enrico Casarosa, Jesse Andrews, Simon Stephenson. Sceneggiatura: Jesse Andrews, Mike Jones. Fotografia: David Juan Bianchi, Kim White. Montaggio: Catherinne Apple, Jason Hudak. Effetti Speciali: David Ryu. Musiche: Dan Romer. Scenografia: Daniela Strijleva. Art Director: Paul Abadilla, Don Shank. Character design: Deanna Marsigliese, Jason Deamer, Daniel Holland, Maria Yi. Animatore: Michael Venturini. Produttore: Andrea Warren. Produttori Esecutivi: Pete Docter, Peter Sohn, Kiri Hart. Case di Produzione: Walt Disney Pictures, Pixar Animation Studios. Distribuzione (Italia): Walt Disney Studios Motion Pictures. , Lingua Originale: Inglese, Italiano. Paese di Produzione: Stati Uniti d’America, 2021. Durata. 95’. Genere: Animazione.

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Il cielo senza altoforno, un cortometraggio de Il Foglio Letterario Edizioni

 

Testo di Gordiano Lupi; montaggio di Stefano Simone; voce narrante Giovanni Casalino; foto di Riccardo Marchionni; musica di Claudio Jonta e Federico Botti (Entra piano).

 

Durata: 3' e 18''. Genere: Documentario lirico.

 

E' gradita la diffusione del breve filmato, prodotto in proprio, zero budget.

 

Link Youtube: https://www.youtube.com/watch?v=JiJxr9wNcPI

 

(liberamente riproducibile)

 

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 ELEGIA PER UN ALTOFORNO

 

 

Il cielo senza altoforno

 

Segnati questa data, ragazzo, ché la ricorderai.

Data di nostalgia, data di sogni, data di antichi mondi.

15 maggio 2024, le tre della sera, finisce un’era

e io non voglio vederlo il gigante di ferro cadere

a terra, incurante di tutta la sua storia, mostro stremato,

dieci anni che osserva il presente, conserva il passato,

cade un simbolo, si spegne il futuro, resta la base inerme,

resta un cielo senza altoforno, tanto azzurro senza lavoro,

una lacrima che riga il volto mentre osservi il mare.

 

 

La resistenza dell’altoforno

 

Terra indomita, ragazzo, terra di dolore,

un operaio si piega ma non muore,

gemono le giunture tra i ricordi,

solo rumore, fuliggine che crepita,

gigante inclinato, destino del mostro

è resistenza, ché il cielo ha dominato

impavido e insolente, privo di timore.

Verrà il tempo del dolore, ragazzo

immemore di tutto quel passato,

forse già oggi, 16 maggio 2024,

sarà il giorno della ferita al cuore.

 

 

La caduta dell’altoforno

La lunga direttrice di ciminiere che va da Borgata Cotone a Tor del Sale interrotta dalla caduta d’un gigante ruggine e lacrime. Finalmente a terra, stremato, dopo un giorno di dolore, con tanti operai al capezzale. Una nave in porto che attende, mentre la Tolla vigila da lontano su mare e industrie, in mezzo ai ripetitori, sopra lo stadio antico. Aspettare assorti da via Guido Rossa, al Cotone, il cigolare e lo schianto, l’immensa ferraglia che semina polvere e pianto. Piccole nuvole di fumo, sogni infranti, caduta in due tempi, un giorno per colpire al cuore, l’altro per morire. Penso che questo vecchio altoforno ha segnato la mia vita e troppi ritorni, che è finito in due romanzi e in tanti racconti, mentre le pale eoliche accarezzano il vento. Il quartiere che fu degli operai, tra container del porto e tetti di vecchie case ingrigite dallo spolverino, ne celebra con indifferenza il funerale. Tra non molto resterà solo il ricordo, lamiera sbriciolata accanto a una base mozzata, mentre fotografi improvvisati tenteranno di fermare il tempo. Gabbiani tra nuvole gonfie di scirocco cantano il dolore di un’assenza, mentre pini marittimi e rovi, abeti del parco silenzioso e arbusti di sambuco sono il corteo funebre d’un antico monumento. Finisce un’era, termina un mondo, il cielo senza altoforno non è più lo stesso cielo, un piccolo drappello di operai senza stella cometa pensa che il domani è tutto da inventare, mentre il passato è perduto per sempre.

giovedì 28 novembre 2024

La grande bellezza in Biblioteca


Il Bar Pellegrini

Il Bar Pellegrini non era una gelateria della Piombino anni Sessanta. Era la gelateria. Il Bar Pellegrini si trovava quasi in fondo a Corso Italia, lato depressione, dove oggi come oggi si spingono in pochi, ché non ci sono molti motivi per andare a passeggiare, scomparsa la libreria Mondadori, resta solo la pizzeria che sforna una torta di ceci cotta a legna e la pizza al taglio più buona del mondo. Il Bar Pellegrini segnava la fine della passeggiata cittadina, faceva spingere lo sguardo verso le acciaierie, simbolico spartiacque tra i quartieri operai di via Gaeta, via Landi, via Giusti e lo struscio delimitato da piazza Gramsci e piazza Verdi, sempre affollato di ragazzini. Il Bar Pellegrini si trovava a pochi metri dal cinema Sempione, aveva una sala biliardo molto frequentata, serviva aperitivi e pasticcini, colazioni calde, ma soprattutto gelati artigianali, ché quella era la sua specialità. Al Bar Pellegrini c’erano i baristi d’una volta in divisa bianca e fiocchino nero, capelli impomatati di brillantina, ché lo stile era importante e loro erano baristi da classe media, mica da popolino. Io il Bar Pellegrini me lo ricordo solo per il gelato, ero un bambino e quello mi interessava, mica il biliardo o l’aperitivo. Il Bar Pellegrini aveva un solo difetto: era il bar della borghesia e noi eravamo operai, non delle acciaierie ma delle Ferrovie dello Stato, che era pure peggio. Abbiamo passato periodi che si doveva tirare parecchio la cinghia, dicevano che in Italia c’era il boom ma non ce ne accorgevamo, forse eravamo distratti, chissà. Il gelato costava caro per il nostro bilancio, con cinquanta lire ti davano due gusti e ci mettevano pure la panna ma non erano poche cinquanta lire nel 1965, non per una famiglia di operai. Certo il gelato era buono, fatto in casa, naturale, si sentiva il sapore del latte, un sapore che adesso cerco di riscoprire in altri gelati ma per quanto mi sforzi non lo trovo, sarà per quel fatto del tempo che passa, non lo so mica per cosa sarà, so soltanto che non lo trovo e tanto basta. Se riavvolgo il nastro e vado a ritroso con la memoria mi rendo conto che sono tante le cose che ho perduto. E allora cerco, frugo, annaspo, mi immergo nei pensieri che vagano per la mia testa ma il più delle volte ne vengo fuori più stordito di prima. La memoria è selettiva, non trattiene tutto, dicono i medici, ma a volte mi sembra che trattenga solo quel che fa piacere a lei, ché le cose importanti scappano via, non le fermo, non ne sono capace.

Gordiano Lupi

www.gordianolupi.it

mercoledì 27 novembre 2024

Il cielo senza altoforno



 Il cielo senza altoforno: https://www.youtube.com/watch?v=JiJxr9wNcPI


La caduta dell'altoforno a Piombino, 16 maggio 2024.

Testo di Gordiano Lupi, voce narrante di Giovanni Casalino, montaggio di Stefano Simone, fotografie di Riccardo Marchionni. La canzone "Entra Piano" - colonna sonora del video - fu composta nel 1973 con testo di Claudio Jonta, musica di Massimo Panicucci/Pietro Sabatini, cantata da P. Sabatini e M. Panicucci, eseguita dagli Jontas.